“Veniteci a prendere, non ce la facciamo più”. È il disperato appello degli otto vigili del fuoco partiti domenica 28 sui rimorchiatori Marietta Barretta e Asmara. Sono ormai al quinto giorno in mare aperto. Ma erano partiti per una missione che sulla carta sarebbe dovuta durare molto meno. La loro è un’odissea nell’odissea della Norman Atlantic. Mercoledì 31 dicembre una delegazione di colleghi è stata ricevuta dal prefetto di Brindisi Nicola Prete per chiedere la sostituzione immediata nell’azione di supporto dei rimorchiatori, almeno ora che è passata l’emergenza e si sta lentamente procedendo all’operazione di rimorchio. La sera del 31 dicembre il sindaco di Brindisi – spesosi per assicurare il rientro in città – ha comunicato che c’era la “conferma ufficiale”: all’alba di giovedì 1 gli otto uomini del Comando provinciale avrebbero fatto ritorno a casa. Ma a metà mattinata di Capodanno, fonti interne ai vigili del fuoco assicurano che i pompieri sono ancora a bordo. “Stanno giocando con il culo dei miei compagni”, si sfoga con ilfattoquotidiano.it un vigile del fuoco brindisino. “Non sapevamo fosse un’emergenza, altrimenti ci saremmo organizzati. Sono stremati, vomitano da giorni”. Il turno infinito delle due squadre da quattro, la prima partita a bordo del Marietta Barretta e l’altra di supporto all’Asmara, inizia domenica.

Si tratta di Marcello Licchello, Antonio Falcone, Claudio Zippo e Danilo Cafarella, i primi quattro a partire; poi è toccato imbarcarsi a Lucio Lopez, Alessandro Morello, Fabio Lazzari e Fernando Lanzillotti. Partono tra l’alba e mezzogiorno. “Come ogni volta, pensavamo di dover star fuori per dieci, dodici ore. Non sapevamo si trattasse di un’emergenza tanto grande altrimenti ci saremmo organizzati. Dobbiamo dire grazie ai fratelli Barretta per l’assistenza e il supporto a bordo”, racconta un loro collega. I cellulari sono ormai scarichi, riescono a dialogare con le famiglie solo tramite i satellitari dei rimorchiatori e hanno passato la notte di San Silvestro lontano da casa quando pensavano di poter rientrare al massimo all’alba di lunedì scorso. “Possiamo compiere missioni di mesi, ma con i piedi per terra. E soprattutto sapendolo. Sono partiti tutti senza un cambio tute, né intimo e scarpe. Niente. E nulla hanno ricevuto in questi giorni”. Navigano da oltre cento ore in condizioni a tratti proibitive, disabituati a rimanere in mare per così tanto tempo. “La gestione della nostra presenza è stata pessima. Non sappiamo con chi dobbiamo prendercela. Qualcuno ci dia una risposta. E riporti a casa i nostri colleghi”.

Mercoledì è intervenuto anche il sindacato autonomo dei vigili del fuoco Conapo. La richiesta del segretario nazionale Antonio Brizzi è rivolta al capo del corpo nazionale Gioacchino Giomi, al direttore regionale dei Vigili del fuoco Regione Puglia Michele Di Grezia e al comandante provinciale Michele Angiuli: “In merito all’incendio della Norman Atlantic sono state inviate due squadre da quattro, provenienti dal Comando di Brindisi (meno di quanto usualmente si impiega  in un incendio di un appartamento) – si legge nella nota del Conapo – Saremmo grati se voleste interessarvi al problema e provvedere a disporre il recupero con urgenza”. La stessa richiesta giunge anche dal sindaco del capoluogo pugliese, Mimmo Consales: “Riportiamo a casa gli 8 vigili del fuoco brindisini. Sono stremati, a bordo dei rimorchiatori. Ma un elicottero quanto ci vuole ad inviarlo!”. Poi la conferma, ma al momento nessun rientro.

Secondo l’Usb vigili del fuoco, il ritorno – inizialmente previsto a bordo di un aereo – sarebbe stato sospeso perché i pompieri “sprovvisti di documenti, non possono toccare il suolo albanese: si sta frugando nei loro armadietti alla ricerca dei loro documenti da inviare poi via mail alla Farnesina. Senza documenti e quindi in balia della burocrazia – conclude il sindacato – Proprio un bel quadretto per il governo Renzi che spende parole di elogio per tutti e poi si dimentica i vigili del fuoco, mentre il ministro dell’Interno Alfano non sente il peso della responsabilità in una situazione del genere. Complimenti”.

Twitter: @AndreaTundo1