Stupefacente come nel titolo questa nuova uscita Filmauro prevista per il 18 dicembre. Le orde di spettatori senza pretese pronti a pagare un biglietto al cinema giusto nel giorno di Natale dovranno ricredersi: quest’anno si riderà di gusto. Abbiamo una commedia intelligente e brillante. Non sofisticata né di classe come quelle dei Coen, d’accordo, ma stavolta dimenticate il pecoreccio, le pin-up e certi grandi attori relegati a un solo genere

A contratto scaduto Neri Parenti è stato sostituito alla regia da uno dei suoi ultimi pupilli sceneggiatori: Volfango De Biasi. E nella squadra degli autori, al maestro della commedia fantozziana è subentrato Gabriele Pignotta, autore d’esperienza più teatrale che cinematografica. In realtà De Biasi non è un esordiente, in Un Natale stupefacente mostra buon occhio per la commedia, condisce il grande lavoro del suo cast con tagli, ritmo e movimenti della macchina da presa che raccontano, non incorniciando banalmente ma alzando l’asticella della qualità per il genere più dolciario di sempre. I protagonisti diventano Lillo & Greg, rispettivamente fratelli di marito e moglie (Giampiero Ingrassia e Francesca Antonelli). Due ingenui produttori di caciottine bio finiti in galera per una serra di marijuana vicina al loro casale.

Sarà l’impenitente e pallonaro playboy impersonato da Claudio Gregori (Greg) insieme a un separato malato d’amore con il faccione e la nonchalance rocambolesca di Pasquale Petrolo (Lillo) a tessere una rete di bugie per nascondere, almeno per Natale, la verità al nipotino, un tenerissimo Niccolò Calvagna capace di ammorbidire anche la sedotta e vendicativa Ambra Angiolini. Intorno a Greg si muovono tutti i fili di un complicato gioco delle parti per un “chi mente con chi” scoppiettante per quasi tutta la sua durata. Se poi aggiungiamo una Paola Minaccioni, ex-altra metà della mela con Lillo, ma tra ora le braccia tatuate di Paolo Calabresi, e la coppia di ambigui assistenti sociali che vogliono strappare il piccolo agli zii, la macchina è pronta e la commedia decolla.

Brillante questo cinepanettone, fa ridere sinceramente. Almeno così è stato per il pubblico non facile degli addetti stampa durante la presentazione che si è svolta prima dell’uscita in sala, che sarà di 650 copie. Anzi “schermi”, come ha precisato Aurelio De Laurentiis parlando delle possibilità che i formati digitali offrono per la segmentazione di orari e spettacoli nei multisala.

Le battute del suo nuovo film sono tante e tutte giuste, divertenti ed equilibrate. Distribuite in una sceneggiatura a strati sorprenderanno insieme alla storia fino alla fine, senza eccessi di volgarità o sguaiataggini. A proposito di mancati imbarazzanti eccessi ormonali, la vamp di turno è uno dei molti aspetti del personaggio della Angiolini. È lei la mattatrice che non ti aspetti. I cambi di registro a cavalcare la bugia del momento e l’acume della sua Jenny (o “Gianny”, per alcuni) diventano un vero piacere da seguire in un’interprete che matura come buon vino, e le trovate su di lei sono fantasiose e godibili. È una nuova corrente decisamente positiva quella con le colleghe Minaccioni e Cortellesi, che vede spostarsi nelle nostrane commedie, e non solo, le parti più istrioniche, tradizionalmente scritte al maschile, su preparate attrici sempre più versatili.

E proprio la Minaccioni, qui caratterista di rango, trova grande affiatamento con un altro animale da commedia, Calabresi, che di animalesco in questo triangolo amoroso ne avrà, e come. Grandi le battute con la stoffa del tormentone sui suoi tatuaggi sgrammaticati. Quello filosofico “È così e basta”, dopo il film, l’attore ha confessato di esserselo tenuto per ricordo. Mentre lo sketch sul passato musicale dei due protagonisti nel gruppo giovanile I Vazzanicchi, si specchia nella realtà del vero gruppo romano, The Vazzanikki, presenti non solo nei titoli di coda. Infine meritano menzione anche i personaggi più marginali forse, comunque spassosi di Riccardo De Filippis e Francesco Montanari. Da implacabili protagonisti della serie tv criminale per antonomasia, s’imbellettano in serrati 2 contro 2 con Lillo & Greg, nei panni degli assistenti sociali bacchettoni. Insomma, sembra che il cinepanettone sia cambiato. Porte aperte al pubblico dubbioso. Provare per credere.