Grazie al sistema "end to end" neanche gli sviluppatori dell'azienda acquisita da Facebook saranno in grado di visualizzare il testo. Il nuovo protocollo è disponibile per ora solo su Android, ma sarà presto utilizzabile anche per iPhone e Blackberry
Si dice che uno dei due fondatori di Whatsapp, l’americano di origini ucraine Jam Koum, tenga sulla sua scrivania un biglietto con su scritto i tre principi cardine per lo sviluppo e il funzionamento del programma di messaggistica più usato e diffuso al mondo: “No Ads! No Games! No Gimmicks”, “niente pubblicità, niente giochi, niente trucchetti”. Il successo dell’applicazione nata nel 2009 sembra basarsi proprio su queste tre regole.
L’aggiornamento in realtà è molto importante: l’introduzione del nuovo protocollo di sicurezza fa sì che nel caso in cui un governo o l’autorità giudiziaria di un paese ne faccia richiesta, la società proprietaria di Whatsapp non sarebbe praticamente in grado di decriptare il contenuto dei messaggi. Il sistema è stato implementato con la collaborazione di Open Whisper Systems, una comunità di sviluppatori la cui missione, si legge nella presentazione del loro sito, è di rendere le comunicazioni private semplici. La Ows è sviluppatrice di programmi di comunicazione ultra sicuri come Signal e Redphone.
Con questa novità Whatsapp in termini di privacy fa molti passi avanti, lasciandosi alle spalle colossi come Google, Apple e Microsoft. Anche se tra i programmi di messaggistica istantanea, tra cui anche il tedesco Telegram, non è certo in testa. Considerando però il numero degli utenti di Whatsapp, si può parlare di un grande risultato per la protezione della privacy degli oltre 500 milioni di utilizzatori, secondo le ultime stime ufficiali. Al momento l’aggiornamento con il nuovo sistema di criptazione è disponibile soltanto per gli utenti Android ma, assicurano, presto il nuovo protocollo verrà reso disponibile anche per gli utenti di iPhone e Blackberry.
L’opinione pubblica è diventata molto sensibile al tema della privacy e della riservatezza delle comunicazioni dopo lo scandalo sull’attività della National Security Agency, l’agenzia di sicurezza nazionale americana che, secondo quanto emerso dalle rivelazioni dell’ex-analista Edward Snowden, aveva avviato una complessa attività di controllo delle comunicazioni di tutti i cittadini. Da allora molte inchieste giornalistiche hanno portato alla luce come molte delle società che lavorano su Internet abbiano subito forti pressioni proprio dalle autorità statunitensi per avere accesso ai dati degli utenti, anche senza preavviso.
di Antonio Migliore
da il Fatto Quotidiano del 25 novembre 2014
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