Si avvicina l’inverno, la stagione della pioggia è incominciata e a breve arriverà la prima neve, è tempo di dotare la propria vettura di soluzioni adatte ad affrontate il freddo: al di là degli accorgimenti necessari per il motore e le altre componenti (antigelo, liquido lavavetri, spatole tergighiaccio e così via), fondamentale è pensare soprattutto alla motricità, ovvero a come riuscire a muoversi anche in condizioni proibitive. Anche perché dove non arriva il buon senso ci pensa la legge: dal 15 novembre al 15 aprile è in vigore in quasi tutte le regioni italiane l’obbligo di circolare con l’auto equipaggiata con le cosiddette dotazioni invernali (qui le ordinanze di Comuni, Province, Autostrade e Anas).

Tradizionalmente, almeno nel nostro Paese, queste coincidevano con le classiche catene da neve, che negli anni sono state affiancate, e in certi casi anche superate, da altre soluzioni. Le catene hanno il pregio di non costare troppo (il prezzo va dai 70 ai 150 euro a seconda della marca e delle dimensioni delle gomme da “catenare”) e di garantire una buona motricità in caso di nevicate abbondanti. Di contro ci sono la notevole macchinosità nell’installazione, che molto spesso avviene in condizioni disagevoli (se avete provato a montarle sotto una fitta nevicata, sapete a che cosa ci riferiamo) e il fatto che obblighino a una guida “spezzettata”, perché andrebbero tenute solo il tempo strettamente necessario a coprire il tratto innevato, per evitare che rovinino sia gli pneumatici sia la strada.

Negli ultimi 5-10 anni, però, soprattutto nelle regioni del Nord, anche nel nostro paese stanno prendendo sempre più piede le gomme invernali: non raggiungono la diffusione che hanno in Germania, dove il 70% degli automobilisti le usa, ma anche in Italia ormai una vettura su 4 è dotata di un doppio treno di gomme, anche perché le vetture più sportive spesso non sono “catenabili” e dunque le invernali diventano una scelta obbligata. Le gomme invernali non servono solo con la neve: consentono una buona motricità in quasi tutte le condizioni meteo (pioggia compresa) e garantiscono un buon grip con temperature rigide. Possono però comportare una spesa elevata. In base alla misura e alla marca della gomma, i costi per 4 pneumatici invernali per una vettura del segmento Golf si aggirano tra i 550 e i 700 euro, e se non si ha un gommista di fiducia dove poterle lasciare in deposito (a pagamento, di solito) è necessario trovare anche un posto in cui riporle una volta conclusa la stagione. State bene attenti nella scelta: le gomme invernali, la cui resa è migliore sotto i 7 gradi di temperatura esterna, sono quelle caratterizzate da un fiocco di neve e una montagna incisi sulla spalla, e sono ben diverse da quelle con la dicitura M+S, coperture “quattro stagioni” che sono una sorta di via di mezzo.

Comunque sia, per chi non volesse sobbarcarsi questo tipo di investimento economico e preferisse un’altra soluzione alle macchinose catene, c’è ancora qualche altra alternativa: una, per esempio, sono i cosiddetti “ragni”. Versione più evoluta delle catene, prevedono l’installazione di un disco fisso all’esterno dei cerchi delle due ruote motrici, cui nei momenti di necessità è possibile attaccare alcuni “bracci”, che vanno a coprire la gomma garantendo una maggiore presa sulla strada. Pur decisamente semplici da installare, in Italia sono poco utilizzati a causa del costo, che si aggira intorno ai 350 euro.

Infine, un buon compromesso dal punto di vista del prezzo sono le “calze”, veri e propri rivestimenti di tessuto per la gomma, facilmente installabili anche nelle peggiori condizioni climatiche. Costano poco (circa 50 euro), ma hanno due grandi difetti: si consumano in fretta, e soprattutto non è ancora chiaro se siano o meno omologate in Italia. Da anni, infatti, le calze sono al centro di una disputa giuridica, perché dal punto di vista normativo non sarebbero equiparate a gomme e catene da neve. Però, con la più tipica delle decisioni “all’italiana”, il ministero dell’Interno ha emanato lo scorso inverno una circolare che invita le forze dell’ordine a non multare gli automobilisti che le utilizzano.

Infine, se avete un’auto a trazione posteriore (o integrale), tenete presente che le tre soluzioni più economiche hanno un problema in più: se installerete catene, ragni o calze solo sulle ruote dietro, vi troverete con una buona motricità, ma con poca direzionalità, perché le ruote davanti resteranno “nude”. A quel punto, o raddoppiate la spesa (comprando per esempio catene per tutte e 4 le gomme) o puntate sugli pneumatici invernali e non ci pensate più…