L’ex generale della Guardia di Finanza Emilio Spaziante e l’ex ad di Palladio Finanziaria Roberto Meneguzzo, imputati a Milano per il caso Mose, hanno patteggiato la pena rispettivamente a 4 anni di carcere con una confisca di 500 mila euro e a 2 anni e mezzo di reclusione. Entrambi sono accusati di concorso in corruzione. Il patteggiamento è stato accolto dal giudice per l’udienza preliminare di Milano Chiara Valori.

Spaziante era stato arrestato lo scorso giugno per corruzione. Al centro di questa tranche di indagine, prima della scorsa pausa estiva trasmessa per competenza territoriale da Venezia a Milano e coordinata anche dal Procuratore della Repubblica Edmondo Bruti Liberati, ci sono due episodi di corruzione. In uno, secondo l’accusa, Marco Milanese (nella foto), ex consigliere del ministro Tremonti, sarebbe stato il destinatario di una ‘mazzetta’ da 500mila euro che il Consorzio Venezia Nuova, allora presieduto da Giovanni Mazzacurati, gli avrebbe fatto avere attraverso Meneguzzo, al quale era stato attribuito il ruolo solo di intermediario. Lo scopo della tangente era di far sì che nelle decisioni del Cipe entrasse la voce Mose per avere nuovi stanziamenti pubblici per la prosecuzione della realizzazione delle barriere per difendere Venezia dalle acque alte eccezionali. Il secondo episodio contestato ha al centro un’altra presunta mazzetta da 500mila euro, contro una promessa di 2,5 milioni, che sarebbe stata versata sempre da Mazzacurati e sempre tramite Meneguzzo, per corrompere Spaziante in merito a verifiche fiscali. La consegna del denaro, in base agli accertamenti, sarebbe avvenuta a Milano, nella sede della Palladio Finanziaria ed è per questo che la tranche di inchiesta è stata trasmessa alla procura di Milano.

Il processo nei confronti di Milanese è invece iniziato martedì 4 novembre. Il Consorzio Venezia Nuova e il Ministero dell’Economia e delle Finanze hanno preannunciato che chiederanno di costituirsi parte civile al processo con rito immediato. Il dibattimento che si è aperto davanti alla IV sezione penale del Tribunale, presieduta da Oscar Magi. Il dibattimento è stato rinviato al prossimo 8 gennaio 2015 per la notifica del provvedimento che dispone il giudizio immediato all’avvocato Franco Coppi, entrato nel collegio difensivo da qualche mese.