Gli uomini e le donne della Ferrari avevano chiesto di poterlo vedere prima del suo addio, lui ha risposto organizzando un incontro per salutare quelli che per 23 anni sono stati i suoi dipendenti. Luca Cordero di Montezemolo lascia così la presidenza del più famoso marchio automobilistico italiano, dopo che, un mese fa, aveva annunciato le proprie dimissioni. Al suo posto siederà  l’amministratore delegato di Fca, Sergio Marchionne.

Un addio che, come ha detto lo stesso Montezemolo durante il suo discorso di congedo, “non è facile”. Le sue parole sono state spesso interrotte dagli applausi, perché 23 anni sono tanti, nonostante gli ultimi flop della scuderia di Maranello. Come colonna sonora la canzone “Una lunga storia d’amore” di Gino Paoli, sul palco, dopo l’introduzione del vicepresidente, Piero Ferrari, e dell’amministratore delegato, Amedeo Felisa, l’ormai ex presidente che, come si legge sul sito della casa automobilistica, “Avrebbe voluto salutare tutti, uno per uno”. 

“Siete voi la forza di questa azienda, che è la più bella al mondo – ha detto Montezemolo durante il suo discorso – Siete voi i veri artefici dei suoi trionfi. Siete voi la Ferrari”. Il presidente dimissionario ha ricordato gli anni di successi del Cavallino che, nonostante gli ultimi anni bui, rimane la scuderia più vincente nella storia della Formula 1 e si è detto convinto che “il futuro della Ferrari, che non produce vetture ma sogni, resterà luminoso perché qui ci siete tutti voi”. Prima di congedarsi, Montezemolo ha avuto un pensiero anche per Michael Schumacher, uno dei più grandi campioni passati dalla casa di Maranello e che oggi si sta rimettendo da un grave infortunio sugli sci, e per Jules Bianchi, il giovane pilota della Marussia che sta lottando contro la morte, dopo l’incidente occorsogli durante l’ultimo Gran Premio di Suzuka. Entrambi piloti di Formula 1 ed entrambi accomunati da un triste destino. 

Alla fine della cerimonia, un gruppo di rappresentanti di uomini e donne della Ferrari sono saliti sul palco per un abbraccio simbolico a Montezemolo che, una volta uscito dalla sala, è stato letteralmente travolto dall’affetto di chi non era riuscito a partecipare al suo addio ufficiale.