Ad accendere per prima i fornelli dei tanti cooking show televisivi sarà RealTime, con la seconda edizione del cooking show per aspiranti pasticceri Bake Off Italia, in onda da stasera. E visto che la prima edizione aveva fatto segnare ascolti da record per il piccolo ma trendy canale targato Discovery, anche quest’anno sarà Benedetta Parodi a condurre il programma, con il pasticciere Ernst Knam e Clelia D’Onofrio nel ruolo di giudici. Questa sorta di MasterChef per amanti dei dolci è stata una delle sorprese della scorsa stagione televisiva, con un ascolto medio di quasi 900mila spettatori (share del 3,83%) e una finalissima seguita addirittura da un milione e mezzo di persone (5,4%). Risultati eclatanti per RealTime, per un successo costruito prevalentemente sui social network. Sedici concorrenti provenienti da ogni angolo d’Italia (dal Piemonte alla Calabria) si daranno battaglia per conquistare il titolo che lo scorso anno fu della bella rumena Madalina.

Ma Bake Off Italia, dicevamo, è solo il primo dei tanti cooking show che affolleranno i palinsesti della stagione televisiva alle porte. Su RaiUno torna l’8 settembre, come di consueto, La Prova del Cuoco. Quest’anno Antonella Clerici raddoppia l’impegno culinario, conducendo anche Dolci dopo il tiggì, striscia quotidiana in onda dalle 14.10 alle 15. La prova del cuoco è il capostipite di tutti i programmi di cucina della tv italiana del Duemila e ha ormai un meccanismo consolidato. Quest’anno, però, nelle cucine di RaiUno arriva una novità che servirà a “svecchiare” cast e target di riferimento: Marco Bianchi, giovane e bello scienziato e divulgatore scientifico del team di Umberto Veronesi, sarà il nuovo “chef salutista” del programma, dopo il successo dei suoi libri e di “Tesoro, salviamo i ragazzi”, format andato in onda su FoxLife.

Tra qualche mese, poi, andrà in onda anche la quarta edizione di MasterChef Italia, con Carlo Cracco, Bruno Barbieri e Joe Bastianich nel ruolo dei cattivissimi giudici. MasterChef, complice ancora una volta Twitter e grazie a una campagna di promozione decisamente azzeccata, è diventato un appuntamento cult per gli appassionati di tv e cucina, uno degli eventi di punta di SkyUno insieme a XFactor (e, da quest’anno, a Italia’s got talent). Sempre su SkyUno, l’ormai lanciatissimo Carlo Cracco conduce la versione italiana di Hell’s Kitchen, mentre su FoxLife tocca allo spassosissimo chef Antonino Cannavacciuolo con Cucine da incubo. E niente paura: c’è anche la via hipster ai piaceri della gola. Ci pensa Chef Rubio, tatuatissimo e ruspante, con Unti e Bisunti su DMAX.

E come se non bastassero le cucine nostrane, ecco che su digitale e satellite assistiamo anche all’invasione di format stranieri, doppiati e dati letteralmente in pasto al famelico pubblico italiano: le edizioni di Australia, Stati Uniti e India di MasterChef, Hell’s Kitchen con Gordon Ramsay, Cucine da incubo, Il boss delle torte e chi più ne ha, più ne metta. Roba da alterare colesterolo, trigliceridi e glicemia solo con uno sguardo. Ma al pubblico italiano i cooking show piacciono, e ormai questa è una realtà. Ecco perché, mentre i reality classici segnano il passo e sono ormai un lontano ricordo dei grandi successi del passato, in cucina la crisi non è arrivata e si continua a spadellare allegramente. E visto che i tempi sono quelli che sono e la tv perde ascolti a ritmi vertiginosi, nei piani alti dei network italiani si godono l’onda lunga culinaria. È proprio il caso di dirlo: finché dura, fa verdura.