Ho appena letto la lettera di rassicurazione e conferma di vigilanza e attenzione sulla Terra dei Fuochi da parte del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano inviata in data 18 luglio 2014 a Padre Maurizio Patriciello.

In tale missiva il Presidente conferma il suo impegno nel mantenere alta l’attenzione sul problema e si dichiara pronto a ulteriori sollecitazioni ai competenti organi di governo, nazionali e locali.

Ebbene, con la presente, che spero possa avere la massima diffusione possibile, nel mio ruolo riconosciuto di tecnico consulente di Padre Maurizio Patriciello e dei numerosi Comitati che afferiscono al Coordinamento Comitati Fuochi (CCF), esprimo la più viva, vibrante e profonda preoccupazione per i mancati aggiornamenti dei report ISPRA sui rifiuti speciali in Italia e in Campania.

Rifiuti-speciali-Italia-Marfella

L’intero popolo italiano e ancora di più i campani, devono essere costantemente e correttamente informati dagli organi competenti afferenti al Ministero dell’Ambiente e della Salute (ISPRA, ARPA, ISS, IRCCS ) non già sui rifiuti urbani, che costituiscono non più di un quinto del problema e del rischio legato allo scorretto smaltimento dei rifiuti (29milioni tonn/anno rsu vs 150milioni tonn/anno rifiuti speciali, industriali e tossico nocivi), ma sulle quantità prodotte, sui flussi dei rifiuti in atto, sugli impianti e sulle carenze nei controlli e nello smaltimento di rifiuti speciali, industriali e tossici.

E’ questa la frazione pericolosa dei rifiuti, in costante incremento, rifiuti prodotti ogni giorno, ma, se realizzati in regime di evasione fiscale (in base ai dati ufficiali per non meno del 30%, e quindi per non meno di 30, 35 milioni di tonnellate l’anno), smaltiti scorrettamente con danno certissimo per la salute pubblica italiana e campana.

Al contrario, quindi, di quanto stimato da pur validissimi professori ed ambientalisti, il problema dei rifiuti tossici “tombati” in Campania non risulta un problema di circa 3,5 milioni di mq come scrive il Professor Boncinelli su Le Scienze, ma almeno di dodici milioni di tonnellate di soli rifiuti altamente tossici tombati per non meno di 50 milioni di mq di terreno coinvolto e da bonificare complessivamente (dieci come sede diretta di smaltimento e almeno 40 come terreno di copertura per i tombamenti profondi specifici della Campania).

Così come è gravissima sottovalutazione del problema reale e complessivo quando l’ottimo ambientalista Rossano Ercolini di Rifiuti Zero Urbani fa raggiungere la somma complessiva procapite di rifiuti speciali e urbani a non più di una tonnellata/anno a testa sia nelle regioni produttive che in quelle meno produttive come la Campania.

Agli atti in Parlamento, elaborati sui dati Ispra, consegnati nel corso delle mie otto audizioni, e dei quali ho discusso anche con i procuratori antimafia, risulta che la somma complessiva di produzione di rifiuti annua (urbani più speciali, industriali e tossici) raggiunge, specie nelle regioni più efficaci nella gestione dei rifiuti urbani (Veneto e Toscana e non è un caso ), è pari a non meno di 4 tonnellate di rifiuti prodotti a testa all’anno, rispetto ai soli due della Campania.

Rifiuti-speciali-procapite-Marfella

Ammesso quindi un’evasione fiscale media di circa il 30% complessivo, quello per il quale chiediamo il massimo impegno di governo per informazione e controllo che non esiste ancora in Italia (vedi truffa SISTRI), non deve essere quindi sui circa 500 kg anno di rifiuti urbani anno in costante diminuzione, ma sui pericolosissimi 500 kg/1 tonnellata anno (solo campani, il doppio e il triplo nelle regioni del nord) di pericolosissimi rifiuti speciali, industriali e tossici, di cui nessuno parla e nessuno vuole correttamente e costantemente nemmeno informarci.

Ho personalmente accolto l’ex ministro dell’Ambiente Orlando nella Chiesa di Caivano augurandogli di diventare il primo ministro in grado di governare i rifiuti industriali e non quelli urbani, ma la preoccupazione diventa enorme quando devo rilevare con la presente che, dalla nomina del ministro Orlando a quella dell’attuale ministro Galletti, l’organo di consulenza sui rifiuti del ministero dell’Ambiente (ISPRA) ancora non ha prodotto il necessario aggiornamento del report, che dovrebbe essere annuale, non solo sulla quota dei rifiuti urbani (1/5 del totale) pubblicato lo scorso 24 luglio 2014, ma sulla produzione, flussi e smaltimento, degli oltre  150 milioni di tonnellate di rifiuti speciali, industriali e tossici, ancora fermo al 2012!

E’ gravissimo ed estremamente preoccupante questo ritardo informativo e richiede un immediato intervento di tutte le massime cariche dello Stato, a cominciare dal Presidente della Repubblica.

E’ nostra scoperta di questi giorni, infatti, fatta in sinergia di azione con i comitati ambientalisti di Acerra, che in questo comune, sede di uno dei più grandi (e tossici!) inceneritori di Europa, che smaltisce, da solo, oltre un terzo in più di quanto smaltito da tutti e 8 gli inceneritori della Toscana di Renzi, in data 31 luglio 2014 era programmata, in Regione Campania, una conferenza dei servizi per autorizzare lo smaltimento di ben 400 mila tonnellate l’anno di soli rifiuti industriali, tossici e nocivi in territorio comunale, affidando tale delicatissimo compito alla stessa ditta già condannata in primo grado per aver avvelenato Acerra e smaltito scorrettamente persino i fanghi di Porto Marghera che, in Veneto, continuano a non avere un impianto regionale per lo smaltimento intraregionale di tali tossici rifiuti.

Scoprire in questi giorni di agosto che Acerra in Campania continua a cercare di essere sede di smaltimento di ben 400 mila tonnellate l’anno di rifiuti tossici, quando l’intera Campania, in base ai dati pur non aggiornati Ispra 2012, ne produce non più di 200 mila l’anno in totale, significa esplicitare che lo Stato italiano intende continuare a utilizzare il Sud del Paese, e la Campania in particolare, come la discarica industriale ufficiale di Italia, affidando legalmente, e magari alle stesse ditte avvelenatrici, quanto in questi anni veniva smaltito illegalmente.

Questa è quindi la mia preoccupazione più grande e la mia richiesta ufficiale che spero possa, attraverso i media e la voce della Chiesa e di Padre Maurizio Patriciello, arrivare al Presidente della Repubblica e al governo della Repubblica e della Regione Campania.

Noi campani non vogliamo più essere presi in giro con i rifiuti urbani.

Vogliamo, chiediamo, pretendiamo e otterremo, come ad Acerra, con le buone ma anche con le cattive,  la massima trasparenza e corretta informazione su flussi, produzione e corretto smaltimento dei 150 milioni di tonnellate di rifiuti industriali, che in regione Campania si traducono in non meno di 20 mila tonnellate al giorno di rifiuti industriali, di cui almeno 6000 tonnellate al giorno, quantità pressoché pari alla produzione complessiva di tutti i rifiuti urbani, prodotti e quindi smaltiti scorrettamente, ogni giorno (con un sicuro danno per la salute), in regime di evasione fiscale.

Come si dice a Napoli,  tutto il resto “sono chiacchiere e tabacchiere di legno…e le chiacchiere e le tabacchiere di legno (al contrario delle preziosissime quanto tossiche ecoballe perché rimpinzate di rifiuti industriali) il Banco di Napoli non le impegna…”.

Con urgenza quindi, ad horas, attendiamo il report ufficiale aggiornato Ispra 2014 sui rifiuti speciali, industriali e tossici prodotti e smaltiti in Italia, e, dopo, ringrazieremo anche il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per la sua concreta attenzione e vigilanza.

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