Paolo Cantarella, ex amministratore delegato di Fiat Auto e attuale consigliere d’amministrazione di Finmeccanica, sarà processato per omicidio colposo in relazione alla morte di alcuni lavoratori dell’Alfa Romeo di Arese, legate alla presenza di fibre di amianto nello stabilimento. Lo ha stabilito il giudice per l’udienza preliminare di Milano Simone Luerti, che ha disposto il rinvio a giudizio per lui e per altri 5 tra ex manager ed ex dirigenti. Il processo inizierà il prossimo 5 novembre davanti ai giudici della nona sezione penale di Milano e sarà incentrato su 16 decessi che risalgono agli anni successivi al 2003. Proscioglimento, invece, per Luigi Francione, ex presidente di Alfa Lancia spa. Nello specifico, il giudice ha dichiarato l’avvenuta prescrizione per 5 casi di decessi che si sono verificati prima del 2003.

La Fiom di Milano “si costituirà parte civile in ogni causa relativa alla morte per esposizione all’amianto nelle aziende metalmeccaniche, non solo per garantire giustizia alle famiglie delle vittime ma anche per ribadire alle imprese che sul tema della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro non si fanno sconti”. Il prof Claudio Bordignon, in qualità di presidente e Ad di Molmed, società di biotecnologie che ha recentemente terminato una sperimentazione clinica su una terapia per il mesotelioma, ha dichiarato: “L’amianto è il principale fattore di rischio per il mesotelioma, un tumore polmonare per cui ancora oggi la sopravvivenza è molto bassa, meno del 20% a cinque anni. In Italia il problema dell’amianto e del suo smaltimento è rilevante, anche perché il nostro Paese è stato (sino alla fine degli anni ’80) il secondo produttore in Europa. Si calcola che dalla fine della seconda guerra mondiale alla sua messa al bando del 1992, sono state prodotte oltre 3.700.000 tonnellate di questo materiale. Anche a causa di questa elevata produzione, in Italia i casi di mesotelioma sono più frequenti che in altri paesi: nel 2013 sono stimati circa 1.200 pazienti. Nel 2018 si stima che i casi saranno circa il doppio. Le regioni più colpite sono Piemonte, con il 18% dei casi registrati in Italia dal ’93 al 2008, e la Lombardia, con il 17,7%. Le due regioni presentano un continuo incremento negli anni”.