Nel dibattito sulla nomina del nuovo presidente dell’Istat intervengono alcuni statistici per smentire la posizione sostenuta da altri 43 esponenti del mondo accademico che, in una lettera aperta al governo, hanno criticato la scelta di eleggere Giorgio Alleva. Tra gli statistici in difesa del docente de La Sapienza ci sono anche Massimo Livi Bacci (docente dell’Università di Firenze), Marilena Barbieri (docente di statistica all’Università Roma Tre) e Alessandra De Rosa (docente de La Sapienza). Come si legge nel loro messaggio pubblico “Consideriamo la scelta di Giorgio Alleva più che legittima e condivisibile“. La critica degli accademici, tra cui figurano anche Tito Boeri e Luigi Zingales, è incentrata soprattutto sul fatto che “il curriculum di Giorgio Alleva non è all’altezza, in termini di pubblicazioni scentifiche, con uno standard minimale che i firmatari individuano nei criteri elaborati dall’Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca (ANVUR)”, si legge nel messaggio.

Inoltre, come riportano gli statistici, la disapprovazione degli accademici riguarda anche “la mancanza di trasparenza nella procedura di selezione, cosicché non sono note le motivazioni che hanno condotto alla scelta di Alleva”. “Siamo anche noi fermamente convinti che le scelte pubbliche debbano maturare in assoluta trasparenza ed essere improntate al riconoscimento del merito“, aggiungono “Tuttavia non ci sentiamo di condividere il messaggio e le conclusioni della lettera”. Secondo gli statistici “la qualità delle pubblicazioni è certamente un criterio importante. Non altrettanto la collocazione editoriale: molti lavori di ricerca applicata hanno interesse locale e conseguentemente vengono pubblicati in italiano”, inoltre “riteniamo che, per individuare il soggetto più adeguato a rivestire un ruolo in cui, a nostro avviso, contano diverse competenze, debbano essere valutati aspetti altrettanto importanti, pure documentati dal curriculum, quali ad esempio, le capacità organizzative e di coordinamento, le passate attività di collaborazione con l’Istat e quelle svolte all’interno dell’Istituto”. Alleva, infatti, per anni ha fatto parte del cda dell’istituto e “ha già presenti le criticità e i punti di forza dell’istituto”. Secondo gli statistici: “Essere un ottimo ricercatore con pubblicazioni su riviste di punta non implica necessariamente essere un ottimo presidente Istat”, motivo per cui non si sentono di condividere la lettera aperta contro la nomina di Alleva.