Il gip di Milano, su richiesta della Procura, ha archiviato le accuse di associazione per delinquere e corruzione internazionale che erano state mosse nei confronti del presidente di Pirelli, Marco Tronchetti Provera, nell’ambito di un filone dell’inchiesta sui cosiddetti dossier illegali fabbricati dalla security di Telecom quando era guidata da Giuliano Tavaroli. Lo riporta oggi il ‘Corriere della Sera’. Le accuse riguardavano alcune consulenze milionarie pagate da Telecom, quando al vertice c’era Tronchetti Provera, a due mediatori brasiliani per fatti che risalgono a un periodo che va dal 2004 al 2006. Per il gip Giuseppe Gennari, infatti, “è carente la ricostruzione certa della destinazione a fini di corruzione”.

Per la Procura ha ritenuto che non ci fossero “elementi di prova tali da poter sostenere in coinvolgimento dell’indagato”. La Procura ha anche richiamato la precedente richiesta di archiviazione, accolta il 5 giugno 2012, proprio in merito alle stesse imputazioni e ripete che non c’è prova di un uso doloso o fraudolento della rete da parte di Tronchetti. “L’utilizzazione dei dati relativi al traffico storico di utenze Tim attinti tramite l’applicativo Radar (in uso dal 1999, ndr) o altre criticità del sistema, si ritiene debba essere ad oggi intesa come illecito sfruttamento, da parte di Tavaroli, di criticità già esistenti” sottolinea la Polizia Postale in una nota che viene riportata nella richiesta di archiviazione.  Per veder nascere in Telecom “una vera organizzazione strutturata e realmente certificata” sottolinea la Polizia Postale in una nota che viene riportata nella richiesta di archiviazione, bisogna aspettare la fine del 2005 “subito dopo le denunce presentate da Adamo Bove”.

”Il management insediatosi in Telecom dopo l’acquisizione del controllo da parte della Pirelli aveva ereditato (e quindi non creato) una gestione carente della rete”. Come nella precedente richiesta di archiviazione il procuratore aggiunto Alfredo Robeldo attesta che in Telecom “una significativa e preoccupante assenza di attenzione verso le problematiche della sicurezza. Assenza però – si legge nella richiesta di archiviazione – che va riportata molto tempo addietro nel tempo, nell’ambito delle due aziende collegate al fisso e al mobile. Non si è avuto cioè il riscontro di un momento di inversione di tendenza nella gestione della sicurezza, sia in senso positivo che in senso negativo”.

Per Tronchetti Provera sono state già archiviate in passato altre accuse relative a tranche dell’inchiesta sui cosiddetti dossier illegali, mentre nel luglio 2013 è stato condannato a un anno e 8 mesi per ricettazione (pena sospesa e coperta da indulto) in un’altra tranche delle indagini e si è in attesa della fissazione del processo d’appello.