L’azienda di ceramiche Ideal Standard ha annunciato lunedì 5 maggio la chiusura dello stabilimento di Orcenico di Zoppola in provincia di Pordenone. La proprietà, il fondo Bain Capital, ha comunicato con una lettera di avere avviato le procedure di mobilità per 399 dei 450 dipendenti. Il piano prevede che le attività di Orcenico siano trasferite a Trichiana (Belluno) e assorbite dal suo attuale organico.

La decisione segue la notizia dei giorni scorsi sul fallimento dell’ipotesi di una cessione a un gruppo straniero. Allo studio c’era la possibilità di una gestione cooperativa dello stabilimento.

“La notizia è sconcertante, non riusciamo a spiegarci, anche perché c’erano le condizioni per poter accedere alla prosecuzione della cassa integrazione in deroga, da parte del Ministero, grazie alla presenza di una proposta concreta dal mondo delle Cooperative”, fanno sapere i sindacati. L’azienda, dal canto suo, sostiene che continuerà a impegnarsi attivamente “alla ricerca di ogni possibile alternativa in grado di salvaguardare l’occupazione ad Orcenico”.

Dura la reazione della presidente del Fvg, Debora Serracchiani: “La proprietà non ha rispetto né per i lavoratori né per le istituzioni”. In Regione segnalano anche “era stato ottenuto, dallo sforzo congiunto di istituzioni e rappresentanze dei lavoratori, il difficile risultato di inserire l’Ideal Standard tra la decina di aziende per le quali sarebbe stata erogata la cassa integrazione in deroga”.

Sulla vicenda è intervenuta anche Unindustria Pordenone che definito la decisione di Ideal Standard “inopportuna e pericolosa”, una scelta sbagliata “alla luce delle ampie disponibilità dimostrate dalle istituzioni, dai lavoratori dello stabilimento Ideal Standard di Orcenico e dalle organizzazioni sindacali”.

Martedì 6 maggio i lavoratori di Orcenico hanno occupato in segno di protesta la strada statale 13 ‘Pontebbana’ e organizzato presidi ai cancelli della fabbrica, annunciando il blocco delle merci in entrata e in uscita dallo stabilimento.

I sindacati hanno ribadito l’importanza di garantire la continuità della produzione e dell’ammortizzatore sociale e chiesto il ritiro della procedura di mobilità. “Si tratta di una decisione grave e inattesa che rischia di provocare conseguenze irrimediabili per lo stabilimento di Orcenico e per tutti i lavoratori coinvolti”, riferiscono Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uilcem-Uil in una nota congiunta. Un tavolo urgente fra governo, azienda è sindacati è stato convocato per il 13 maggio al Ministero dello Sviluppo Economico.