Il conto alla rovescia per la presentazione del nuovo iPhone 6, previsto per la Worldwide Developers Conference di San Francisco del 10 giugno, è accompagnato dal consueto bombardamento di indizi e ipotesi sulle caratteristiche che proporrà il melafonino di nuova generazione. Come sempre, distinguere tra ciò che è fondato e ciò che invece è semplice speculazione è piuttosto difficile. A scatenarsi su ipotesi più o meno fantasiose, nelle ultime ore, sono stati i siti giapponesi dedicati agli appassionati di tecnologia, che hanno prospettato le ipotesi che i nuovi iPhone possano essere dotati, oltre che di sensori che permettono di rilevare temperatura e pressione atmosferica, anche di celle a energia solare che dovrebbero aumentare l’autonomia del dispositivo.

Le voci più insistenti, per il momento, puntano sull’idea che il nuovo iPhone sarà presentato in due versioni, una con schermo da 4,7 pollici e una più ampia, con un display da 5,5 o 5,7 pollici. I nuovi schermi dovrebbero essere realizzati in vetro zaffiro, un materiale composto da zaffiri sintetici e normalmente utilizzato per i quadranti degli orologi e introdotto come materiale nella costruzione degli obiettivi proprio da Apple nel suo iPhone 5S. A conferma di questa ipotesi contribuisce il fatto che Apple abbia depositato proprio ieri un brevetto riguardante un rivestimento oleo repellente per schermi in vetro zaffiro, la cui applicazione viene indicata per smartphone, tablet e altri dispositivi portatili.

Se la previsione di due versioni (una più costosa e una più economica) può essere ritenuta credibile per lo meno in virtù di quanto proposto da Apple lo scorso anno, le indiscrezioni che parlano di uno schermo curvo per il modello top di gamma rimangono tali. Più credibile invece l’introduzione della tecnologia Quantum Dot, già utilizzata nel recente passato da alcuni produttori di Tv, che utilizza speciali Led di colore blu che garantiscono una maggiore fedeltà cromatica rispetto ai tradizionali schermi Led e Lcd. Apple, infatti, ha depositato nei mesi scorsi ben quattro brevetti che fanno riferimento a Quantum Dot. Quello che è molto probabile, se non certo, è invece l’utilizzo dei nuovi SoC A8 a quattro core con architettura 64 bit, derivati dalla versione A7 utilizzata per la precedente generazione di smartphone. Il passaggio al nuovo processore segnerebbe inoltre un passo storico per Apple, che ha sempre affidato la costruzione dei processori alla rivale Samsung e che, in questo caso, coinvolgerebbe nella partita anche la taiwanese TSMC.

In attesa che Apple riveli i suoi nuovi smartphone, la casa di Cupertino può invece cominciare a godere dei frutti dell’accordo con Microsoft, che ha reso disponibili la versione per iPad del suo pacchetto software Office 365. Un affare che fa sorridere i nemici e amici per le prospettive di guadagno future. Se per Microsoft il lancio rappresenta una possibilità di accedere a un mercato composto da milioni di dispositivi fino a oggi irraggiungibili, per Apple rappresenta una possibilità di incassare migliaia di dollari senza troppo sforzo. Secondo quanto confermato dalla stessa Apple, infatti, per ogni copia del programma acquistato tramite App Store, la società di Tim Cook incasserà il 30% dell’abbonamento (99 euro l’anno) pagato a Microsoft. Nulla però arriverà nelle casse di Apple per le versioni di Office per iPad installate sulla base di una licenza già esistente o acquistata tramite il sito di Microsoft.