L’azione penale “non poteva essere proseguita per l’esistenza del segreto di Stato”. Per questo motivo la Cassazione ha prosciolto Nicolò Pollari, Marco Mancini e tre agenti del Sismi per la vicenda Abu Omar.

Secondo il pg della Cassazione il giudizio doveva essere celebrato nuovamente; il sostituto procuratore generale della Cassazione Aurelio Galasso aveva chiesto un nuovo esame della vicenda che vede imputati Pollari (nella foto), ex capo del Servizio segreto militare, e Mancini, all’epoca numero tre dei Servizi. 

Secondo Galasso andava disposto un nuovo processo nei confronti dei due ex 007 e di altri tre ex agenti (Luciano Di Gregorio, Giuseppe Ciorra e Raffaele Di Troia) perché, nonostante la Corte Costituzionale abbia stabilito che c’è il segreto di Stato, andavano verificate eventuali responsabilità. “L’annullamento della Consulta – aveva detto il pg della Cassazione – elimina solo i punti in cui c’è stata invasione di campo sul segreto di Stato, ma il materiale probatorio del processo è enorme, ci sono elementi che non sono mai stati vagliati dalla Consulta”, da qui la necessità per la pubblica accusa di piazza Cavour di un nuovo esame per vedere se ci siano “elementi che possono essere valutati per stabilire le responsabilità degli imputati”.

In particolare il ricorso di Pollari di Mancini e degli altri tre ex agenti Sismi era volto a ribaltare il verdetto della Corte d’Appello di Milano del 12 febbraio 2013 che aveva condannato Pollari a dieci anni, Mancini a nove e gli altri ex agenti a sei anni ciascuno. Ad ogni modo anche se fosse stati deciso un nuovo processo la prescrizione sarebbe scattata ad aprile. Con questo dispositivo la I sezione penale della Suprema Corte ha quindi annullato senza rinvio la sentenza emessa dalla Corte d’appello di Milano.

La vicenda riguarda il sequestro dell’ex imam avvenuto il 17 settembre 2003. La vicenda coinvolse anche uomini dei Servizi italiani finiti sotto processo e condannati ma la Cassazione, il 19 settembre 2012, ha disposto un nuovo giudizio. Il nuovo verdetto era arrivato il 12 febbraio 2013 ed è stato di condanna. Sono stati sollevati i conflitti di attribuzione da parte del governo e le sentenze sono state travolte dal pronunciamento della Consulta. 

Per la vicenda legata al sequestro dell’ex imam Abu Omar è “del tutto inutile un ulteriore rinvio” aveva sostenuto l’avvocato Franco Coppi, difensore di  Pollari. “La Cassazione –  aveva osservato il penalista- non può che prendere atto della circonferenza del segreto di Stato così come è stato fissato dalla Consulta. “No ho mai perso la fiducia nella giustizia, è emersa la verità – dice Pollari all’Adnkronos – Ho rispettato la legge ho pagato duri prezzi per questo rispetto, l’ho fatto con serenità”. L’ex numero uno del Sismi ha un momento di commozione: “Ora il mio primo pensiero va a mia moglie e alle mie figlie… E va ai miei genitori di 99 anni, purtroppo in fin di vita ma ancora qui per accogliere la notizia della mia innocenza, e a tutti coloro che mi hanno voluto bene. Un pensiero addolorato va invece a coloro che hanno subito condanne per fatti dipendenti da questa vicenda e che hanno operato per conto dello Stato e sono formalmente e sostanzialmente innocenti. Non è possibile godere appieno di un’affermazione di verità, dimenticando queste persone”.