Meno detenuti, ma ancora troppi processi. E se la riforma della geografia giudiziaria ha in qualche modo alleggerito la pressione sugli uffici giudiziari più grandi, comunque l’inefficienza del sistema giudiziario pesa sul debito pubblico. E poi l’appello su amnistia e indulto come richiesto dall’Europa. Il Guardasigilli, Anna Maria Cancellieri, alla Camera legge la relazione annuale sull’amministrazione della Giustizia e ritorna sul tema di un provvedimento più volte invocato dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Intanto il M5S presenta al Senato una mozione di sfiducia. L’aula della Camera ha poi detto sì alla risoluzione di maggioranza che approva la relazione. I voti a favore sono stati 296, i contrari 142, 32 gli astenuti (tutti di Sel e Fdi).

“Oltre otto milioni di processi pendenti”. “Il funzionamento del sistema giudiziario” continua a essere secondo il ministro della Giustizia “in sofferenza” “pur a seguito dei numerosi interventi introdotti negli ultimi anni. È sotto gli occhi di tutti l’eccessivo carico di lavoro che affligge gli uffici giudiziari. Alla data del 30 giugno 2013 si contano 5.257.693 di processi pendenti in campo civile e quasi 3 milioni e mezzo in quello penale. Siamo in presenza di un fenomeno imponente di dilatazione, in termini quantitativi, ma soprattutto qualitativi, del lavoro giudiziario provocato non solo da un aumento della litigiosità nel campo civile o della attività criminale in campo penale”, ma anche dalle “trasformazioni della società“. 

Con la riforma della geografia giudiziaria “non solo sono state eliminate le strutture di modeste dimensioni, dove in alcuni casi era evidente la sproporzione tra il numero di persone addette all’ufficio ed il basso carico di lavoro, ma è stata anche alleggerita la pressione sugli uffici metropolitani di maggiori dimensioni, come Milano, Torino e Napoli” spiega il ministro della Giustizia. In materia penale “è necessario introdurre meccanismi di deflazione del carico giudiziario, capaci di eliminare, già in fase di indagine, gli accertamenti che, per la modestia degli interessi concretamente in gioco, non meritano il vaglio processuale”. Parallelamente, si dovranno “potenziare” i riti alternativi senza dibattimento ed “agire risolutamente sul sistema delle notificazioni degli atti giudiziari” e bisogna “realizzare una calibrata revisione del meccanismo delle impugnazioni, nella prospettiva di rafforzare la vocazione accusatoria del processo e la funzione di garanzia dei ricorsi” dice la Cancellieri aggiungendo che “razionalizzazione della spesa ed incremento di efficienza del servizio sono gli obiettivi che si intendono perseguire attraverso il completamento della procedura sulla gara unica per le intercettazioni”.

“Debito per legge Pinto ammonta a 387 milioni”. “Le inefficienze della giustizia hanno pesanti ricadute anche sul debito pubblico. I ricorsi per il riconoscimento della responsabilità dello Stato per i ritardi in materia giudiziaria, regolati dalla legge Pinto, costituiscono larga parte del contenzioso seguito dal ministero. Numero ed entità delle condanne rappresentano annualmente ancora una voce importante del passivo del bilancio della Giustizia, la cui eliminazione va posta come prioritario obiettivo – dice il ministro -. L’alto numero di condanne ed i limitati stanziamenti sul relativo capitolo di bilancio, hanno comportato un forte accumulo di arretrato del cosiddetto debito Pinto che, ad ottobre 2013, ammontava ad oltre 387 milioni di euro” aggiungendo che sono “circa 1000 i ricorsi proposti alla Corte Europea dei Diritti Umani per lamentare il pagamento ritardato degli indennizzi, che comporteranno ulteriori esborsi a carico dello Stato”. 

“Risultati incoraggianti con decreto carceri, diminuiti i detenuti”. “Al 9 gennaio 2014 i detenuti in carcere erano 62.326, in progressivo decremento rispetto alla rilevazione del 4 dicembre 2013 quando il numero era di 64.056. Si registra inoltre un sostanziale dimezzamento degli ingressi mensili” spiega la Cancellieri  facendo un bilancio degli esiti del decreto carceri varato a dicembre, parlando di “primi risultati incoraggianti”. Comunque “l’insieme delle misure programmate ed in corso di attuazione non produce un’alterazione dell’equilibrio sociale, poiché non è previsto alcun automatismo nella concessione dei benefici penitenziari. Ogni decisione è assunta dal magistrato di sorveglianza – ricorda il ministro – sulla base di una valutazione positiva della personalità del detenuto”.

“Con amnistia e insulto si risponderebbe all’Europa”. “Al Parlamento resta la responsabilità di scegliere se ricorrere a quegli strumenti straordinari evocati dal Presidente della Repubblica e che certamente ci consentirebbero di rispondere in tempi certi e celeri alle sollecitazioni del Consiglio d’Europa” dice il Guardasigilli su amnistia e indulto. “L’attuale condizione di difficoltà in cui versa il sistema giudiziario non deve far prevalere l’erronea convinzione che le cose non possano migliorare, né costituire un alibi per l’immobilismo. Tutti possiamo contribuire a far sì che l’ottimismo della volontà prevalga sul pessimismo della ragione”.

“Magistratura italiana primi posti per produttività”. “Il 2013 ha visto il ministero della Giustizia impegnato a fondo su alcuni temi fondamentali nei più delicati settori di competenza, tutti connotati da una situazione prossima all’emergenza e tutti essenziali per la corretta tutela dei diritti, soprattutto delle persone più vulnerabili” prosegue la Cancellieri. “Il sistema è in sofferenza nonostante la risposta offerta dalla magistratura italiana che l’ultimo rapporto della Commissione Ue per l’efficienza della giustizia colloca ai primi posti in termini di produttività“.

“Aumentano carichi di lavoro e spazio di azione dei magistrati: da qui traggono origine insoddisfazioni per le lentezze dei giudizi e timori che la sovraesposizione della Magistratura possa alterare il delicato equilibrio tra i poteri dello Stato” afferma il ministro. Che ricorda che è “stata realizzata la tanto attesa completa parificazione tra i figli nati nel matrimonio e i figli nati fuori del matrimonio, eliminando qualsiasi anacronistica discriminazione, anche da un punto di vista sostanziale ed ogni disparità di trattamento sul piano dei diritti e dei doveri dei genitori nei confronti dei figli”.  

“Preoccupante aumento della presenza di minori”. Sulla giustizia minorile, “si segnala un preoccupante aumento della presenza di minori con molteplici disagi e problematiche di malessere sociale correlati a fenomeni di dispersione scolastica, emarginazione e vulnerabilità sociale, disagio psichico, assunzione ed abuso di sostanze stupefacenti, reclutamento nella criminalità organizzata, immigrazione di minori non accompagnati, difficoltà di integrazione dei ‘minori stranieri di seconda generazione, formazione di bande giovanili, sfruttamento, abuso e tratta a danno di minorenni” spiega il Guardasigilli che aggiunge che “negli ultimi anni  si sta assistendo ad una sempre maggiore applicazione del collocamento in comunità, non solo quale misura cautelare, ma anche nell’ambito di altri provvedimenti giudiziari, per la sua capacità di contemperare le esigenze educative con quelle contenitive di controllo. I dati confermano inoltre l’incremento della presenza di cittadini minori stranieri, provenienti dal Nord Africa, in particolare dalla Tunisia e dall’Egitto. L’approccio trattamentale per i minori deve principalmente fondarsi sull’ascolto e l’accoglienza, quindi sul dialogo”. 

M5S al Senato: “Mozione di sfiducia. Rassegni le dimissioni”. Intanto al Senato il Movimento 5 Stelle presenta una mozione di sfiducia. “Noi del M5S esprimiamo la sfiducia alla ministra della Giustizia Anna Maria Cancellieri e la invitiamo a rassegnare immediatamente le dimissioni” dichiara in Aula il capogruppo del Movimento 5 stelle Vincenzo Santangelo. “Siamo oggi a presentare nuovamente una mozione di sfiducia alla ministra della Giustizia Anna Maria Cancellieri, in quanto riteniamo che la signora abbia dimostrato nel corso del suo mandato quanto la sua attività normativa e amministrativa sia gravemente inadeguata, inopportuna e frutto di una grave incompetenza”. 

Intanto sono circa 547 gli emendamenti presentati dai gruppi al cosiddetto decreto Svuota carceri, in esame in commissione Giustizia alla Camera. Il termine era previsto per ieri 16 di oggi. La maggior parte degli emendamenti sono stati presentati dai partiti di opposizione, in testa M5s e Lega Nord. Il decreto è quello che introduce nuove norme sui diritti dei detenuti e sulla riduzione della popolazione carceraria.