Il nuovo film di David O. Russell è osannato dalla critica. Ha già sette nomination ai Golden Globes.  

Il cast è accattivante. C’è chi parla di “capolavoro”. E poi sotto Natale c’è tanto di peggio: vediamolo. Si abbassano le luci e speri che la poltrona vuota accanto a te rimanga tale per piazzarci il tuo cappottone imbottito. Lo schermo avverte: “Alcuni dei fatti raccontati sono realmente accaduti”. Bene, penso io. Subito un bell’asso: il cinico truffatore Christian Bale ostenta la pelata di Johnny Depp e la panza di Benicio Del Toro in Paura e Delirio a Las Vegas. Purtroppo, il resto è noia.
La prima ora un disastro. La narrazione è affidata ai protagonisti. Voce fuori campo e lunghi flash back. Quei bravi ragazzi? Casinò? Se piace il genere, siamo lontanissimi. Il punto è questo: nei 138 minuti di proiezione accade poco o nulla. Due truffatori scaltri ma troppo in fregola (Bale e Adams) vengono beccati da un agente dell’Fbi (Cooper) che li ricatterà per incastrare pesci più grossi. Ma la stupidità del federale supera la sua ambizione e i due non faticano a uscire da un gioco più grande di loro. Bastava mezz’ora. Dai, un’oretta. Invece no, due ore e un quarto. Una tortura, vista la banalità dei dialoghi, la misera caratterizzazione dei personaggi, che diventano immediatamente prevedibili.
Ogni tanto si ride, è vero, ma è quanto di meglio riescono a fare i nostri eroi. E quando tocca a Cooper sembra di vedere Notte da leoni (invidio chi non l’ha mai visto). Il film si trascina così, accennando appena il potenziale di personaggi come quello interpretato da Jennifer Lawrence, moglie stronza del fedifrago Bale, due scoppiati che purtroppo non scoppiano mai. Insomma, “American Hustle” arranca per oltre due ore lasciando intravvedere un potenziale che non ha il coraggio (le capacità?) di investire.
Se poi la poltrona accanto viene occupata e il cappottone invernale sulle vostre ginocchia costringe alla sauna, cosa vi impedirà di lasciare la sala? Il cameo di Robert De Niro? Perdibile, anche quello.