Paolo Sorrentino alla riscossa. Uscito in bianco dalla Croisette, potrebbe tingersi d’oro a Hollywood dopo il fresco trionfo de La Grande bellezza agli European Film Awards. In palio, per ora, c’è il Golden Globe come miglior film in lingua straniera, il prestigioso premio attribuito in Usa dalla Hollywood Foreign Press Association. Per i profani è utile ricordare che si tratta della principale anticamera dell’Oscar. La nomination è stata annunciata poche ore fa a Los Angeles, mentre la cerimonia dei 71mi Golden Globes si terrà il 12 gennaio prossimo, quattro giorni prima di sapere se “The Great Beauty” entrerà anche nell’anelata cinquina di candidati all’Academy Award.  

Quella ai Golden Globes è una candidatura sintomatica per un film che con evidenza cristallina sta raccogliendo favori di chi s’intende di cinema, dentro e fuori gli euro-confini, alla faccia di certa stampa critica tricolore che ha quasi goduto nel maltrattare la pellicola del regista napoletano, specie quando concorreva a Cannes. Complice fu il clamoroso buco al palmares guidato da Steven Spielberg che in una rosa di titoli di alto livello ha “mancato” di riconoscere uno dei film più belli. Ma non tutti i mali vengono per nuocere: sbancati gli Efa (miglior film, regia, attore e montaggio) La Grande bellezza si prepara a vivere un Sogno Americano senza precedenti, godendo già della candidatura ai Film Independent Spirit Awards, e forse immaginando una rivalsa proprio contro i suoi diretti concorrenti di Cannes.

Tre dei quattro antagonisti di Sorrentino al Golden Globe sono infatti stati premiati sulla Croisette: il danese Thomas Vinterberg con Il sospetto (miglior attore nel 2012), l’iraniano Asghar Farhadi con Il passato (miglior attrice quest’anno) e soprattutto il franco-tunisino Abdellatif Kechiche vincitore della Palma d’oro 2013 con La vita di Adele. E se il quinto concorrente non è certo trascurabile essendo il Maestro indiscusso delle Anime giapponesi, Hayao Miyazaki con The Wind Rises (in concorso all’ultima Mostra veneziana e suo “dichiarato” ultimo film..) va notato che Farhadi è un nome ben noto negli ambienti hollywoodiani avendo già trionfato sia ai Golden Globes che agli Oscar con Una separazione (potrebbe essergli difficile bissare…) e che il film di Kechiche godrà dei sicuri favori del potente nome di Spielberg, certamente non indifferente anche alla Hollywood Foreign Press Association. Ma oggi è tempo di gioire e sperare, lasciando per altri momenti l’immaginazione di mosse su liquide scacchiere.