“Da luglio 2013 sarà più semplice e veloce raggiungere L’Aquila”: non è stata ancora rimossa la sezione del sito internet dell’aeroporto abruzzese che, nei mesi scorsi, invitava i visitatori a contribuire, indicando semplicemente dove avrebbero voluto volare, alla scelta delle rotte. In cambio uno sconto del 50 per cento sull’acquisto di un volo. A luglio però dallo scalo aquilano non è partito nessuno. E al contrario di quanto annunciato successivamente (il 3 luglio), durante una conferenza stampa al Senato, neanche il mese successivo. “Lo scalo verrà presentato a tutta la cittadinanza tra il 20 e il 27 luglio”, aveva assicurato in conferenza stampa Giuseppe Musarella, amministratore unico della Xpress, società che gestirà lo scalo per 20 anni. Presenti, in quell’occasione, anche il sindaco del capoluogo abruzzese, Massimo Cialente e l’assessore di riferimento Emanuela Iorio. “Entro agosto – era stato garantito – partirà il primo volo”. E invece no.

Il mese seguente l’amministratore unico della Xpress fa sapere che i “controlli che servono a garantire la fruibilità in tutta sicurezza dello scalo” devono ancora essere completati. “Con la pausa delle ferie, la data slitterà a metà settembre”. Dopo neanche trenta giorni, il sindaco Cialente e l’assessore Iorio rendono noto che l’Enac ha ritenuto di poter autorizzare lo scalo di Preturo (frazione dell’Aquila in cui è situato) ad effettuare voli commerciali, anche se solo di giorno e con vettori fino ad un massimo di 100 posti. Insomma ormai è fatta: “inizia una nuova era”. Si conosce anche la prima compagnia che effettuerà i voli: è la svizzera Darwin Airline. Bisognerà soltanto attendere ancora qualche altra settimana: “l’Enac ha fissato l’avvio il 28 settembre”. Poco importa però: il taglio del nastro è ormai vicino. Si iniziano a creare enormi aspettative attorno al piccolo aeroporto – già inaugurato una prima volta nel 2009 dall’allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi – in cui atterrarono i capi di Stato e di governo (provenienti da Roma), che parteciparono al G8.

Ma a pochi giorni dall’agognata inaugurazione, arriva la doccia gelata. Il ministero dei Trasporti vuole avere dall’Enac precisazioni e chiarimenti sulla copertura finanziaria. La festa dunque salta ancora. “E’ una richiesta immotivata – protesta Cialente – l’aeroporto non pompa soldi pubblici”. Occorre ricordare però che proprio il Comune dell’Aquila si è impegnato a contribuire alla fase di start up con 200mila euro l’anno per i prossimi tre anni (600mila euro complessivi). E nonostante i fondi per la ricostruzione post terremoto scarseggino, tanto da portarlo a compiere gesti eclatanti, il sindaco sarebbe intenzionato a sborsare anche altri soldi. C’è poi il finanziamento (sovvenzionato con fondi europei) di 880mila euro accordato dalla Regione Abruzzo. E soprattutto i quasi 3 milioni di euro spesi nel 2009 da Enac, Comune e Regione, per la nuova pista, le strade di accesso e la ristrutturazione degli edifici. Le spese sostenute, fino ad ora, dalla Xpress, invece, ammontano soltanto a circa 350mila euro.

Tuttavia anche quando, prima o poi, si inizierà a volare – proprio ieri l’Enac ha dato il definitivo via libera – con molta probabilità l’aeroporto non vedrà transitare molti passeggeri. E ad ammetterlo è la stessa società, che lo gestirà per i prossimi 20 anni, in un documento del 2011. Innanzitutto perché i voli disponibili saranno ridotti, ragione per cui non è difficile immaginare che chi dovrà partire da o per L’Aquila opterà per gli aeroporti di Pescara o Roma, distanti entrambi dal capoluogo abruzzese circa 100 chilometri. Addirittura, secondo l’ex direttore dello scalo (dimessosi lo scorso luglio per divergenze con la Xpress), quello dell’Aquila “non può essere un aeroporto commerciale come viene inteso adesso. Perché presenta molteplici problemi”. Primo fra tutti “l’altitudine ed il clima freddo aquilano renderebbero fruibile le piste solo per otto mesi l’anno. E il de-icing ha dei costi insostenibili”. Se lo scenario è questo, a cosa servirà davvero, e come si terrà in piedi, l’aeroporto dell’Aquila? Il vero obiettivo per la Xpress sembra essere la cosiddetta attività “non aviation”. In altre parole, altro che voli per il rilancio del turismo, si punta agli eventi, al marketing e soprattutto, come si legge su quel documento della società di Musarella, alla “costituzione e la gestione del Centro commerciale Zafferano Rosso”.