I Cinque Stelle attaccano: “Governo illegittimo e sovversivo”. Enrico Letta risponde quasi con parole di sfida: “Allora sfiduciatemi”. Uno scambio serrato, avvenuto durante il dibattito nell’Aula di Montecitorio sulle comunicazioni del presidente del Consiglio in vista del Consiglio europeo di Bruxelles, in programma giovedì e venerdì prossimi. La mozione di maggioranza è stata peraltro poi approvata con 319 voti a favore e 138 contrari. 

“Non ho alcun rispetto – aveva detto Carlo Sibilia, deputato Cinque Stelle rivolto al presidente del Consiglio – per il suo operato e nessuna fiducia per il suo Governo. Questo deve essere chiaro. Questo perché credo che il suo sia un Governo illegittimo e sovversivo. Illegittimo perché nessuno a febbraio ha votato per il Governo Letta-Berlusconi/Alfano, se il Pd avesse detto questo in campagna elettorale probabilmente neanche lei stesso si sarebbe votato in un estremo gesto di pudore. E sovversivo perché questo Governo nasce nelle stanze della sua fondazione Vedrò”. Secondo Sibilia l’associazione fondata da Letta è “finanziata dalle slot machine alle quali avete condonato almeno 2 miliardi di evasione fiscale. Esiste poi una società omnia holding di Colannino, deputato Pd, che controlla indirettamente Alitalia che, guarda caso, il suo Governo ha dato l’ok per salvare. Le piccole medie imprese italiane non riescono ad avere 100 lire dalle banche e noi salviamo Alitalia (che perde 1,7 milioni si euro al giorno per incapacità di chi la gestisce)…ma si! debiti privati pagati dai cittadini. Avete svenduto Telecom alla spagnola telefonica. In America ha dato la disponibilità a vendere Fincantieri e Terna. Vi state vendendo l’Italia, questo state facendo”.

Quindi la replica di Letta: “Tra i vari insulti che mi ha rivolto – scandisce – è difficile trovare dei punti concreti sul Consiglio di giovedì e venerdì. Metà del suo intervento è stato impiegato a parlare di una associazione, ‘Vedrò’, che la informo che autonomamente ha deciso di chiudere i battenti, proprio per evitare conflitti di interesse, e perché ci tengo alla trasparenza”. E poi sottolinea: “Il presidente del Consiglio non può essere destituito dal presidente della Repubblica ma soltanto da questo Parlamento che se vuole può votare la mozione di sfiducia nei nostri confronti”. 

Nel suo discorso Letta aveva parlato a un’Aula semivuota (per responsabilità diffusa tra i gruppi). Erano invece pieni i banchi del governo. “Dobbiamo arrivare pronti” all’appuntamento del semestre italiano di presidenza dell’Unione europea, ha dichiarato il presidente del Consiglio, “forti dei tanti sacrifici fatti in questi anni e fieri del nostro europeismo”. Il dibattito parlamentare è diventato dunque importante “per iniziare a mettere a punto le priorità comuni di Parlamento e del governo” sull’agenda del semestre. Per Letta “la disciplina delle finanze pubbliche è necessaria”, ma è socialmente “accettabile” solo se c’è una “ricompensa”, una “prospettiva”. Sull’innovazione e la ricerca l’Europa “è ricca di potenzialità eppure perdiamo terreno nel confronto globale; la ricerca non può essere sacrificata sull’altare dei tagli, è una scelta suicida e noi vogliamo un’inversione di tendenza”.