“Il Senato attenda la definizione dell’interdizione di Berlusconi da parte del tribunale. Non c’è nessun bisogno di interpretare la legge Severino“. E’ con questa dichiarazione che Pierferdinando Casini, dopo la rottura con Mario Monti si riavvicina al Pdl. “Sono un garantista. In linea pratica credo che il voto nell’assemblea del Senato – dice l’ex presidente della Camera – debba essere segreto perché così prescrive il regolamento”.

La dichiarazione di Casini arriva alla fine di una giornata di commenti, opinioni e appelli da parte del Pdl (Schifani, Brunetta, Matteoli, Prestigiacomo, Esposito) per un ripensamento della legge Severino anche alla luce della sentenza della corte d’Appello di Milano che ha fissato in due anni l’interdizione dai pubblici uffici per Silvio Berlusconi nell’ambito del processo Mediaset, che è stato già definito in Cassazione per la pena principale; 4 anni per frode fiscale di cui tre condonati dall’indulto.

“E’ inutile parlare della decadenza di Berlusconi perché è un discorso di comodo per chi non ha argomenti da spendere – dice Casini – . La fibrillazione quotidiana nei confronti di Letta è inaccettabile”. Sull’ex governo Monti aggiunge: “Ho messo la faccia su provvedimenti impopolari, e molte persone mi hanno chiesto chi me lo facesse fare. Ma io l’ho fatto con convinzione e ho di Mario Monti un ottimo ricordo”.