Il Parmigiano e i prosciutti “imbottiti di diossina” della Food Valley finiranno probabilmente in Tribunale. Le affermazioni di Beppe Grillo comparse sul suo sito dopo l’accensione dell’inceneritore di Parma hanno fatto infuriare i rappresentanti dei consorzi locali, che ora minacciano querela contro l’ex comico reo di avere definito il cibo della Food Valley “avvelenato”. Promette guerra Paolo Tanara, presidente del Consorzio Prosciutto di Parma, che ha riferito all’agenzia Dire di avere avviato delle valutazioni per vedere se ci siano estremi di reato nelle parole di Grillo. “Il Prosciutto di Parma – aveva detto Tanara dopo le accuse del fondatore del Movimento 5 stelle – non solo sostiene l’economia locale, ma garantisce al contempo qualità di indubbia sicurezza ai consumatori ottenute grazie ai continui sforzi di tutta la filiera produttiva, la cui forza lavoro ne esce completamente danneggiata».

Dichiarazioni di guerra che ora si potrebbero tradurre in una querela, tanto più che a pochi giorni dall’accensione dell’inceneritore di Parma e dalle affermazioni di Grillo, proprio nel cuore della Food Valley tutto è pronto per accogliere il Festival del Prosciutto, una delle vetrine più importanti per i prodotti locali del territorio. È durante la presentazione della 16esima edizione della kermesse, con eventi culinari e culturali in tutta la provincia dal 6 al 22 settembre, che Tanara ha ribadito la propria intenzione di andare a fondo nella vicenda per tutelare l’immagine del Prosciutto e del Consorzio, che quest’anno con la sua corona ducale compie 50 anni. “Fortunatamente il consumatore sa che il nostro prodotto è naturale e non contaminato. Certe affermazioni devono essere ricondotte nell’ambito della politica, senza danneggiare le attività sane del territorio che rappresentano una ricchezza”.

Anche l’assessore regionale all’Agricoltura Tiberio Rabboni ha respinto duramente le accuse di Grillo a margine della presentazione in Provincia: “Sono affermazioni infondate, oggi il consumatore si regola sugli acquisti sulla base dell’affidabilità degli alimenti che acquista: diffondere una falsa notizia come quella della diossina contribuisce a fare scelte diverse e il danno per i produttori di questo territorio è molto grande”.

Nei giorni scorsi il post di Grillo aveva sollevato un vero e proprio polverone tra produttori del parmense, sindacati di categoria e politici, e addirittura il ministro all’Agricoltura Nunzia De Girolamo aveva stigmatizzato le sue parole. Tra i numerosi interventi a favore e contro l’avvio del forno di Ugozzolo, il presidente del Consorzio del Parmigiano reggiano Giuseppe Alai aveva definito le affermazioni dell’ex comico “un atto di terrorismo nei confronti dei consumatori”, e l’eco di quelle polemiche non si è placa a poche ore dall’inizio del Festival del Prosciutto, con l’annuncio di querela del presidente Tanara.

A gettare acqua sul fuoco era stato il sindaco Federico Pizzarotti, che aveva cercato di mediare tra le parti, garantendo da parte sua “l’impegno di controllare in modo sistematico le emissioni prodotte dall’inceneritore” per tutelare persone e prodotti del territorio. “Sarebbe meglio che non ci fosse – ha aggiunto l’assessore al Commercio Cristiano Casa – ma l’unica cosa che possiamo fare ora è vigilare sulla situazione e in quel caso prendere eventualmente provvedimenti”.

La polemica però non si placa. Anche il Movimento Nuovi consumatori è andato alla carica contro Beppe Grillo, presentando 35 esposti in altrettante procure italiane, “per essere sicuri – spiega il presidente nazionale Filippo Greci – che la denuncia, che riguarda esternazioni online, vada a buon fine”. Tra i reati ipotizzati c’è l’abuso della credulità popolare, il procurato allarme presso l’autorità, la diffamazione aggravata e l’attentato all’economia nazionale. “In un momento in cui l’Italia è in crisi – continua l’avvocato Claudia Pezzoni, membro del movimento – la questione riguarda tutta l’economia nazionale, perché sono stati attaccati due prodotti di eccellenza che rappresentano il food italiano all’estero”.

La decisione di presentare gli esposti è stata presa dopo che all’associazione sono piovute decine e decine di richieste provenienti da cittadini da tutta Italia circa la veridicità di quanto affermato da Grillo sul suo blog. Come ha spiegato Greci, l’obiettivo dell’iniziativa per vie legali non è accusare l’ex comico, ma chiedere alla magistratura di verificare se Grillo sia in possesso di documenti e prove di quanto ha affermato, e in caso contrario, di accertare la sua responsabilità penale. “Siamo un’associazione indipendente, non riceviamo finanziamenti da politici o poteri forti, ma vogliamo tutelare i cittadini e qui in ballo c’è l’economia di un intero territorio che ha fatto dell’agroalimentare la sua fortuna” ha aggiunto il presidente Greci.

L’attacco infine è rivolto anche alla giunta Cinque stelle e al sindaco Pizzarotti, che il Movimento nuovi consumatori aveva sostenuto durante la campagna elettorale, ma che ora guarda con criticità: “Il silenzio dei Cinque stelle è assordante – conclude Greci – Pizzarotti ha vinto sulla base di una promessa che non ha mantenuto. Se fossi stato in lui, dopo che l’inceneritore è stato acceso, mi sarei dimesso”.