“Ora che il pagamento dell’Imu è stato soppresso, vedrai che Berlusconi otterrà un rinvio alla Corte della legge Severino..”, questo il cinico commento colto al volo, a bordo di un vaporetto veneziano.

Premesso che l’Imu sarà presto sostituita da un’altra tassa e che, solo allora, sarà possibile dare un giudizio definitivo sulla manovra complessiva, ci auguriamo invece che il vecchio cinico abbia torto marcio sul possibile rinvio della legge Severino,e dunque della decadenza di Berlusconi, alla Corte Costituzionale. Non vi è dubbio che il potente fronte del rinvio userà anche questo per guadagnare tempo e per giocare la carta di sempre: “Non ci sono alternative a questo governo e dunque, costi quel che costi, bisogna andare avanti…”. Eppure proprio la cosiddetta abrogazione dell’Imu potrebbe rendere piú difficile l’operazione salvataggio.

La sola ipotesi di uno scambio tra Imu e Costituzione avrebbe effetti dirompenti, sarebbe una follia etica e politica, e a pagarla non sarebbe il solo Pd, ma l’ordinamento democratico e lo stato di diritto, a beneficiarne sarebbe ancora una volta la peggiore destra forzista.

Per queste ragioni ci auguriamo che, prima in commissione e poi in aula al Senato, almeno Pd, 5 Stelle, Sel, Scelta Civica vogliano rinunciare al voto segreto e chiedere che tutto si svolta alla luce del sole e che ciascun senatore sia chiamato a pronunciare il suo voto in modo pubblico e trasparente.
Questo per impedire che uno, nessuno o centouno (numero questo non casuale), possano prima tirare il colpo e poi, magari, fingere indignazione e sdegno postumo…

Nel frattempo e con ancora più forza, sottoscriviamo e facciamo circolare l’appello del Fatto per salvare la Costituzione ed impegniamoci tutti a raggiungere quota 500 mila firme, il prima possibile, e comunque prima che “decada” lo stato di diritto.