Divieti, multe e recinzioni. L’estate riaccende a Ravenna la battaglia dei nudisti e naturisti che da decenni frequentano la Bassona, la spiaggia immersa nel verde che si trova nel Comune di Ravenna a Lido di Dante. Qui, gli amanti della tintarella integrale, si ritrovano da sempre, ma la gestione della spiaggia e la loro presenza ha causato specie negli ultimi anni più di una polemica, oltre che alcune denunce per atti contrari alla pubblica decenza, reato previsto dal codice penale. La striscia di spiaggia è attualmente divisa in tre aree e di queste una sola accessibile ai bagnanti. Con il divieto assoluto di piantare ombrelloni. La guerra è tra istituzioni e naturisti, ma anche i residenti che temono di vedersi ridurre considerevolmente il numero di turisti in periodi di magri riscontri economici. Una discussione che ricorda il 2012 quando in 1500 protestarono contro le multe e le restrizioni. Ad un anno di distanza, il clima resta quello di tensione. 

Le norme arrivano per volontà del Corpo Forestale dello Stato e intendono tutelare il territorio. La polemica era cominciata a inizio stagione quando, dopo un incendio della pineta di Ravenna, la spiaggia era stata recintata con un’alta rete che restringeva l’area accessibile e intendeva mantenere una zona per la ricrescita della vegetazione. Attualmente, le nuove regole, prevedono una divisione in tre fasce separate da barriere di legno. La zona A inaccessibile, quella C di 800 metri libera e l’area B di 600 metri che rappresenta un passaggio da un punto all’altro e che è accessibile solo da luglio a marzo. Con le nuove norme è arrivato anche il divieto di “attendamento”: non sono ammessi ombrelloni o ripari ricavati da tronchi o altri materiali. Parole che fanno discutere per quella che alcuni hanno già definito: “La guerra dell’ombra”.  

Le istituzioni si trincerano dietro la necessità di tutelare un’area di valore ambientale. Così l’assessore Guido Guerrieri aveva spiegato la necessità di installare una rete di protezione: “La rete è stata collocata su proposta della Forestale in accordo con le istituzioni per tutelare quella che è una delle poche aree di grande pregio naturalistico della zona, già sottoposta ad una pressione antropica non tollerabile dall’ambiente, e per consentire la rigenerazione della flora. Secondo una prima valutazione fatta anche con la consultazione di esperti, serviranno almeno due anni di salvaguardia particolare”.

Quanto alle proteste dei nudisti che popolano la spiaggia per tradizione, poiché non formalmente dedicata a loro, l’assessore rimarca che “i naturisti sanno che in base alla legge per la valorizzazione del Turismo naturista varata dalla Regione anche in seguito alle loro richieste, le spiagge per questo tipo di turismo devono essere attrezzate con dei servizi, cosa che alla Bassona non e’ possibile realizzare, proprio per le caratteristiche della zona e in virtù di una sensibilità ambientale che negli anni è cresciuta”. Il Comune aveva chiuso così a inizio luglio alla possibilità di riservare la Bassona ai nudisti, ma si era detto anche, per voce dell’assessore “disponibile a valutare un’altra area. La cosa non è semplice e ci abbiamo già provato – ricorda Guerrieri – ma finora senza esito, senza considerare che dai nudisti non è arrivata alcuna proposta alternativa alla Bassona”. Il tutto, chiarisce l’assessore, fermo restando che “il turismo naturista e’ una risorsa” ma che al contempo “quella zona non può essere ad uso esclusivo di una sola categoria di bagnanti”. 

Sui social network gli amanti del nudo si ritrovano e si tengono informati sul sito degli Amici della Bassona e sulla pagina del gruppo chiuso ‘Bassona naturismo a Lido di Dante’. Una comunità virtuale, si legge sul profilo, che “ha lo scopo di mantenere tra i partecipanti un buon livello di informazioni legate alla fruibilità della spiaggia e all’avanzamento dei lavori di ripristino da parte delle amministrazioni locali a seguito dell’incendio del 2012 e successive mareggiate”. “Storicamente in passato questa spiaggia è stata tra le uniche in Italia ad avere una intera area in cui fosse autorizzato il Nudismo – ricorda il gruppo – oggi non è più ufficialmente autorizzata ma i fruitori hanno convissuto pacificamente almeno fino al 2012 quando le polemiche crescenti di alcuni contrari alla pratica del nudismo hanno di fatto portato le amministrazioni a dichiarare guerra ai nudisti”. “Si spera che per il futuro vinca il buon senso – concludono gli habitué della Bassona – e che, come in molte altre parti d’Europa e d’Italia, possano convivere pacificamente nudisti e non mentre le autorità possano impiegare tutte le risorse disponibili per tutelare i bagnanti dai malintenzionati, e non dai nudisti”.