Con due titoli premiati del concorso s’inaugura stasera la 18ma Cannes a Roma, vetrina che offrirà fino al 20 giugno una ventina di film direttamente dalla Croisette. L’iniziativa è organizzata quest’anno in autonomia grazie alla volontà di quattro cinema (Alcazar, Eden, Greenwich, Quattro Fontane) e vede la partnership del Fatto Quotidiano e di Nottola Sera. Il costo di 8 euro degli ingressi si riduce a 5 mostrando alle casse dei cinema il coupon disponibile in questi giorni sul Fatto. Ecci il programma e i dettagli dell’iniziativa. 

Si parte dunque con due film iridati – Nebraska e A Touch of Sin – a cui si aggiunge Henri, la pellicola che ha chiuso la sezione Quinzaine des Realisateurs. Il primo film, firmato da Alexander Payne (il regista premio Oscar di Sideways), ha raccolto le ovazioni di critica e pubblico a Cannes, soprattutto grazie all’interpretazione dell’inossidabile Bruce Dern (Palma d’oro come miglior attore protagonista), nei panni di un candido ma cocciuto 80enne di provincia. L’uomo – che letteralmente incarna la Memoria di un’America di valori, oggi scomparsa – è convinto di essere il fortunato vincitore di un milione di dollari grazie all’avviso arrivatogli per posta da una rivista. Si tratta naturalmente di una trovata di marketing, parola che l’anziano signore nobilmente ignora, anche come concetto. Il road movie, in elegante b/n, attraversando il Nebraska come profondità “immota” degli States, si concentra essenzialmente sul rapporto tra l’uomo e suo figlio, che lo accompagna della donchisciottesca avventura. Il loro diventa simbolo dell’eredità spirituale di Padri verso i Figli d’America ma non solo. Il pubblico non mancherà di ridere e commuoversi mantenendo lo sguardo fisso su quell’umanità adorabilmente difettosa. La pellicola uscirà nei prossimi mesi nelle sale grazie a Lucky Red.

Ambientato dall’altra parte del mondo rispetto al Nebraska è A Touch of Sin, del talentuoso cinese Jia Zhang-ke, diventato famoso nel cinema mondiale grazie al Leone d’oro conquistato a Venezia 2006 con l’immaginifico Still Life. Declinando la narrazione in quattro episodi per altrettanti protagonisti, il nuovo lavoro di Zhang-ke s’interroga sull’irrefrenabile disumanizzazione che pervade la Cina contemporanea, avida di capitalizzare ogni forma di potere. Alla base s’insinua la contraddizione insita negli uomini, una specie di “peccato originale” a cui non possono sfuggire. Visionario e potente, il film ha vinto il premio per la sceneggiatura. Il film sarà distribuito in Italia da Officine UBU. Di Henri della cineasta e attrice belga Yolande Moreau resta soprattutto l’impressionante interpretazione da protagonista di Pippo Delbono, perfetto tanto sul palco quanto sullo schermo.

Ecco il programma odierno:

A Touch of Sin (Eden – 20h)

Nebraska (Quattro Fontane – 20h30 e 22h30)

Henri (Eden – 22h30)