A Guantanamo 130 detenuti su 166 fanno lo sciopero della fame da più di cento giorni. Solo 6 di loro hanno ricevuto una condanna. Ottantasei di loro sono autorizzati ad andarsene ma le guardie non sono autorizzate a permetterlo. Venti sono sotto alimentazione forzata. 

Dopo che Obama aveva promesso di chiudere Guantanamo nel 2009, reiterando la necessità di chiudere Guantanamo numerose volte in discorsi pubblici, sarebbero arrivati una serie di ostacoli (il Congresso in primis, la sentenza di un giudice, il taglio dei fondi per i trasferimenti da parte dei Senatori, il rapporto di una task force governativa) e la situazione è rimasta invariata. 

Il 17 maggio, centesimo giorno di sciopero della fame dei detenuti di Guantanamo, il Colonnello Morris Davis, ex-capo procuratore del carcere di Guantanamo, è intervenuto alla manifestazione per la chiusura di Guantanamo davanti alla Casa Bianca e ha consegnato le 210.000 firme raccolte con la petizione per chiedere al Presidente Obama di chiudere la struttura detentiva. 
In collaborazione con l’organizzazione Witness Against Torture, il Colonnello Davis ha lanciato la petizione dopo che il centesimo prigioniero di Guantanamo aveva iniziato lo sciopero della fame per protestare contro le condizioni della prigione. Davis ha definito Guantanamo “un capitolo deplorevole nella storia della nazione” e ha dichiarato di aver supportato la campagna elettorale di Obama nel 2008 in larga parte perché aveva annunciato la chiusura di Guantanamo.

Stiamo a vedere cosa succede.