“Festeggiare il Primo Maggio è uno stanco rito assolutorio dei responsabili, di sindacati complici, di ‘prenditori’ di appalti pubblici di Confindustria, di partiti che hanno occupato lo Stato. E’ la celebrazione di Caporetto e dell’otto settembre”, che ha “il profumo rancido del 2 novembre dei lavoratori“. Parole forti quelle di Beppe Grillo, che con un breve post dal titolo “Gli struzzi del Primo Maggio”, sul suo blog ha attaccato frontalmente le tradizionali celebrazioni della Festa dei lavoratori”. E sì, perché il leader del Movimento 5 Stelle ha tirato in ballo anche il concerto organizzato da Cgil, Cisl e Uil in piazza San Giovanni a Roma. “Il primo maggio era la festa dei lavoratori. Ora è la festa dei disoccupati e del concertone a Roma. C’erano un tempo “panem et circences“, sono rimasti i circences, ma solo una volta all’anno con in tribuna, al posto di Caligola o Diocleziano, i reggenti della Triplice Sindacale“.

Poi l’ex comico ha ricordato la drammatica situazione del lavoro in Italia. “Chiude un’azienda al minuto, la disoccupazione giovanile ‘ufficiale’ ha raggiunto il 38,4%. L’Italia è diventata una nazione di cassintegrati, esodati, disoccupati, precari e emigranti. In passato erano i ragazzi del Sud a emigrare al Nord, a Milano, Torino, Bologna. Adesso i ragazzi del Sud e del Nord emigrano insieme all’estero. Laureati, diplomati. E’ un travaso di sangue, di intelligenze. L’Italia è la seconda nazione europea per numero di emigrati dopo la Romania“.

“Il Paese si regge sul nulla. Chiacchiere e inciucio – ha sottolineato il comico genovese – Il gettito fiscale e Irpef sta crollando per la scomparsa di aziende e lavoratori dipendenti. Il traffico su strada è diminuito in un anno del 34%, gli autogrill sono deserti. L’Italia si sta fermando come una grande macchina colpita dalla ruggine, un componente dopo l’altro, fino all’immobilità. Quattro milioni di dipendenti pubblici, 19 milioni di pensionati, mezzo milione di persone che vive di politica sono insostenibili per un Paese senza sviluppo da 15 anni, con un Pil in discesa libera ben prima della crisi del 2008″.

Poi l’attacco, frontale: “Festeggiare il Primo Maggio è uno stanco rito assolutorio dei responsabili, dei sindacati complici, dei “prenditori” di appalti pubblici di Confindustria, dei partiti che hanno occupato lo Stato –  ha scritto Grillo – E’ la celebrazione di Caporetto e dell’otto settembre a reti unificate. Capitan findus Letta promette tagli e ritagli senza alcuna copertura economica e in piazza si balla mentre la cassa integrazione sta finendo. Un’allegria di un giorno che ha il profumo forte e rancido del 2 novembre dei lavoratori. La Cgil ha detto che ‘è un fatto positivo’ che il Nipote di suo Zio abbia ‘toccato molti punti che sono stati sollevati anche dai sindacati’, ciò denota ‘sensibilità e attenzione all’ascolto’. Prosit”.