Non ci fosse il sigillo dell’ufficialità, si potrebbe pensare a uno scherzo: Anas ed enti locali pagano riconoscenti alle imprese costruttrici sostanziosi “premi di accelerazione” per la statale 36 monzese del Lago di Como e la Salerno-Reggio Calabria. Due strade da record negativo, in costruzione rispettivamente da tre lustri e un quarto di secolo, esempio mondiale di come non si debba fare per le opere pubbliche. La statale 36 è lunga appena 4 chilometri e 200 metri ed è già costata circa 300 milioni di euro perché la costruzione fu avviata sulla base di un progetto tutto sballato che incredibilmente, nonostante si trattasse di una via in mezzo agli abitati, non prendeva in considerazione la possibilità che nel sottosuolo ci potessero essere fognature e condutture, a cominciare dal gigantesco metadonotto Snam.

La Salerno-Reggio, invece, è stata definita il reato più lungo d’Italia perché su quei 432 chilometri è successo di tutto, dalle infiltrazioni criminali negli appalti alla sequela di costose varianti in corso d’opera ai contenziosi milionari infiniti. Che di fronte a questo doppio disastro le imprese costruttrici ora vengano premiate perché si diano una mossa appare pittoresco. Per la statale monzese gli enti locali, d’intesa con l’Anas, pagano 10 milioni di euro all’Impregilo. Per la Salerno-Reggio paga solo l’Anas: 26 milioni al Consorzio Uniter e alla catanese Tecnis. Nell’un caso e nell’altro, sia chiaro, il premio viene riconosciuto non per il completamento di tutta l’opera, ma per un pezzetto: un tunnel di meno di 2 chilometri della Statale 36 e un lotto di 11 chilometri e 100 metri sulla Salerno-Reggio.

Siccome il completamento delle due arterie è di là da venire, sono assai opinabili i vantaggi per gli automobilisti-contribuenti ufficialmente indicati a giustificazione del premio. A Monza, intanto, è successo il contrario: consegnato in extremis da Impregilo che non voleva lasciarsi sfuggire il bonus il cui termine era scaduto domenica 31 marzo, il tunnel della statale 36 è stato inaugurato giovedì 4 aprile dall’amministratore unico Anas, Pietro Ciucci, e dal neopresidente della Lombardia, Roberto Maroni. Ma il giorno dopo si è subito rivelato un incubo: invece di procedere spediti, gli automobilisti sono rimasti bloccati in un mega-ingorgo tra i fumi di scarico. Politici e tecnici non avevano considerato che dopo il tunnel c’era un tappo perché il resto della carreggiata era da finire e all’uscita della galleria c’era pure un semaforo. Nonostante il clamoroso infortunio, all’Impregilo sarà riconosciuto ugualmente il premio deciso 2 anni prima da Regione Lombardia, province di Milano e Monza Brianza, comuni di Monza e Cinisello Balsamo d’intesa con dirigenti Anas e del ministero delle Infrastrutture.

Qualcosa di simile rischia di capitare anche sulla Salerno-Reggio dove il pagamento dei 26 milioni (un decimo oltre il totale di circa 250 milioni) non è definito dall’Anas premio di accelerazione, ma “cifra forfettaria” per le spese che l’impresa costruttrice dovrebbe sopportare per procedere spedita. Tecnis in realtà ha completato il 31 luglio di un anno fa un pezzetto dei suoi 11 chilometri nel parco del Pollino mentre un altro piccolo tratto dovrebbe consegnarlo alla fine di luglio e l’ultimo alla fine del 2013, con un anno e 6 giorni di anticipo rispetto alla conclusione dei lavori fissata in un primo tempo per il 6 gennaio 2015. Ma dopo il lotto Tecnis, in direzione sud c’è un tratto di 12 chilometri di cui non è stato steso neanche un metro d’asfalto. Una strozzatura simile a quella di Monza, insomma, per cui c’è il rischio che anche sull’autostrada meridionale l’accelerazione dei lavori solo su un piccolo segmento finisca per produrre un risultato complessivo opposto a quello sperato. L’Anas dice di pagare perché ha a cuore gli automobilisti e non vuole che rimangano bloccati durante gli esodi estivi. Una buona intenzione, anche se di buone intenzioni oltre la via dell’inferno sembra lastricata pure la Salerno-Reggio.

da Il Fatto Quotidiano del 24 aprile 2013