Se i vigili urbani non salutano i consiglieri e gli assessori e girano la faccia da un’altra parte se li incrociano per strada o nel Palazzo, la questione è un loro fatto privato o deve diventare un caso politico-istituzionale di interesse pubblico? A Battipaglia (Salerno) hanno optato per la seconda ipotesi. E, senza timore di precipitare nel ridicolo, hanno dedicato al problema nientedimeno che una seduta di una commissione consiliare dell’amministrazione guidata dal sindaco Giovanni Santomauro. Con un ordine del giorno scritto apposta per dare importanza al tutto: “Indirizzi comportamentali Polizia Municipale verso Istituzioni”. Detta così, sembrerebbe una riunione per discutere quale protocollo adottare per le grandi occasioni. Poi spulci il documento e scopri che la commissione presieduta dal pidiellino Renato Vicinanza è stata chiamata ad affrontare le lamentele “di alcuni consiglieri e assessori del mancato saluto da parte dei vigili urbani nei loro confronti”. Tralasciando il pencolante italiano, la seduta è stata ritenuta di importanza tale da essere allargata anche all’assessore al ramo, Liberato Pumpo, e al dirigente della Polizia Locale, Gerardo Iuliano.

A leggere il verbalino pubblicato sull’albo pretorio non è chiaro se siamo di fronte a un corpo di polizia municipale particolarmente indisciplinato oppure a consiglieri e assessori molto suscettibili e permalosi. Certamente il saluto è una questione di buona educazione. E in alcuni casi può diventare una questione di rispetto e di decoro per le autorità e l’ente pubblico. Ma in mancanza di una legge che obblighi i caschi bianchi a salutare gli amministratori locali, ognuno si arrangia alla meglio. Come peraltro spiega, con garbo, il comandante Iuliano, che pure si scusa per l’accaduto: “Di che tipo di mancato saluto vi lamentate? Di visiera o di cortesia? Ribadisco che il saluto è dovuto a prescindere e inoltre lo prevede anche il regolamento di Polizia Locale”. Tutto nero su bianco in un atto amministrativo che avrebbe fatto felice la penna di Guareschi. Accade a Battipaglia, ai confini del Cilento, paese che da un lato si attrezza al rischio di attacchi terroristici, dall’altro vorrebbe i suoi poliziotti municipali più gentili e reverenti con il prossimo. Ma solo se il prossimo è un politico. Del posto.