Vero che la prudenza non è mai troppa, che prevenire è meglio che curare, che per stare in pace bisogna preparare la guerra e altre ovvietà simili. Ma appare quanto meno singolare che un piccolo comune del salernitano debba stare a preoccuparsi di un eventuale attacco terroristico, e quindi dare incarico a un esperto di esplosivi “per identificare le contromisure da attuare per la mitigazione del rischio”. Una delibera in stile New York post 11 settembre. Solo che qui siamo alle porte del Cilento, mica in Iraq. Per la precisione a Battipaglia, e chi ha visto Benvenuti al Sud ricorderà la spettacolare citazione dei suoi prelibatissimi latticini. La delibera esiste, non è un pesce d’aprile. E’ stata approvata a fine febbraio dalla giunta guidata dal sindaco Giovanni Santomauro e la dicitura fa sorridere: “Strutture critiche comunali, rispetto a minacce di origine umana incluso il terrorismo accidentale volontario”. Accidentale e volontario insieme. Pare un ossimoro.

La lettura del provvedimento però incupisce e incita agli scongiuri. Prende spunto da una direttiva dell’Unione Europea sull’individuazione delle infrastrutture critiche e della valutazione delle minacce di origine umana, tecnologica e delle catastrofi naturali. E si concentra sull’esigenza di uno studio “sugli effetti derivanti da azioni accidentali o volontarie che coinvolgano materiali esplosivi da danno di dette strutture e dei relativi occupanti”, e sulla necessità di formare gli agenti di polizia municipale e i componenti del Nucleo di Protezione Civile “circa gli esplosivi e i loro effetti”. A margine, si ipotizza uno studio di fattibilità per demolire alcune strutture municipali tramite micro cariche esplosive.

Prima di gridare allo scandalo o allo spreco, va sottolineato che il consulente incarico dal Comune, l’ingegnere Luca Cavallo Storti, redigerà questo studio gratis e chiede solo di poter disporre di una fotocopiatrice e di una sede per le lezioni sulle bombe. E che il contratto di convenzione tra l’amministrazione comunale e il consulente ha lo scopo di accedere ai finanziamenti pluriennali europei 2014-2020 per la sicurezza interna. Ecco, la caccia ai fondi pubblici passa anche da delibere simili. Come scrive l‘editorialista Gabriele Bojano sull’edizione salernitana del Corriere del Mezzogiorno, “la notizia esplosiva è questa”.