Tra la destra e la prossima vittoria elettorale c’è di mezzo una… “congiuntivite”.
Se e quando dovessero riuscire a liberarsi, in tutti i sensi, da questa fastidiosa malattia e dal suo insano portatore, quelli che oggi appaiono solo il terzo incomodo, potranno tornare a riconquistare il primato.

Ovviamente speriamo di sbagliare, ma abbiamo la sensazione che, se Berlusconi dovesse uscire di scena, la destra rimetterà insieme le sue famiglie e potrà dare scacco matto a chi oggi finge di non sapere che destra e sinistra esistono e che l’Italia è sempre stata attraversata da un forte desiderio di “ordine e stabilità”.

Tale desiderio crescerà e non diminuirà, qualora si dovesse tornare al voto e, per di più, con questa legge elettorale e con questo conflitto di interesse.
Per queste ragioni sarebbe auspicabile, anzi doveroso che, almeno su questi due punti, Pd e Movimento 5 Stelle raggiungessero almeno un’intesa tecnica prima di tornare voto, magari entro pochi mesi.

Si dividano pure su tutto, se le diano di santa ragione, ma non commettano l’orrore di tornare alle urne con il Porcellum e di concedere ad uno dei giocatori di essere il proprietario dell’interruttore mediatico. Chi dovesse sottrarsi a questa responsabilità, si assumerà una responsabilità micidiale e potrebbe davvero aprire la strada ad ogni avventura.

Se proprio non sarà possibile trovare intesa alcuna tra Bersani e Grillo, gli eletti raccolgano almeno l’appello lanciato dalla rivista Micromega (una delle poche che non ha mai alzato bandiera bianca di fronte al berlusconismo) con il quale si chiede alle Camere di applicare sino in fondo la legge che vieta la eleggibilità dei titolari di concessioni pubbliche e tra queste ovviamente delle concessioni tv.

In questa fattispecie rientra anche Silvio Berlusconi che, sino ad oggi, e grazie a molte complicità anche a sinistra, è sempre riuscito a farla franca. Almeno su questo sarà possibile tentare un’intesa tra Bersani e Grillo, magari ad ore oppure solo per qualche minuto?