Hai assolutamente bisogno di colorarti di rosso il naso e destabilizzare il regno del terrore con un assalto claun!

Per migliorare il mondo serve innanzi tutto capire quali sono le esigenze fondamentali del popolo. Cosa rende migliore la vita delle persone, cosa le rende migliori. Quello che ci serve sopra ogni altra cosa è mettere l’amore in cima alla scala dei valori. Sento già i conati di vomito di qualcuno: ma come si fa a parlare d’amore in un momento come questo?
Cosa c’entra l’amore in un momento di scontro con le forze del male, Berlusconi, gli Speculatori Internazionali, gli Inquinatori Immondi, i Ladri Carogne.
La gente non arriva a fine mese, cosa vuoi che conti oggi l’amore?

C’entra! Entra tantissimo. La crisi del sistema Italia è la crisi di un popolo che non è più capace di cooperare, di unirsi, di mettere al primo posto il Noi al posto dell’Io. Lo scontro epocale che stiamo vivendo, dietro le tende opache della politica, è tra un vecchio tipo di essere umano, figlio di millenni di guerre e individualismo, e un nuovo essere umano capace di ricostruire le basi empatiche della società.

I nostri leader progressisti nei loro comizi non parlano mai d’amore, di gioia, di tristezza, di miracolo dell’alba e dell’inspiegabilità della morte, non danno esempi di unione, sono strateghi dello scontro, della scissione.

Forse ho incuriosito qualcuno con queste parole. Forse qualcuno si chiede: ma come si fa a usare l’amore in politica? Per nostra fortuna esiste già un grande movimento umanista, in tutto il mondo, che ha ormai dimostrato che si può fare. Il movimento della spinta gentile. Dell’azione diretta che ottiene subito, oggi, un risultato tangibile. Della fantasia come strumento di lotta. Del ridere come filosofia. Ed esistono anche esperienze che dimostrano l’incredibile potere dell’ironia e dello stupore.

Nel 1994 fu eletto sindaco di Bogotà un professore, diventato famoso perché quando era rettore della facoltà di filosofia, era riuscito a ottenere l’ascolto di un’assemblea di studenti, tirandosi giù pantaloni e mutande e mostrando il culo. Per questo gesto osceno era stato poi espulso dall’università e aveva quindi fondato il Partido Visionario, che prometteva di dimezzare lo spaventoso numero di omicidi che rendevano Bogotà un’area di guerra. E prometteva di farlo subito. Il Partito Visionario ci riuscì proprio parlando in modo amorevole, stupefacente e ironico. Misero ai semafori 400 clown che lanciavano baci agli automobilisti che si fermavano con il rosso. Ballavano per loro, suonavano l’arpa e regalavano fiori. E pulivano loro pure il parabrezza con le bolle di sapone. Invece se un automobilista non si fermava col rosso si mettevano a piangere con le lacrime a spruzzo, ululando di dolore. E poi distribuirono milioni di cartoline con stampato un pugno con il pollice alzato: sul retro, in campo rosso (cartellino rosso, disapprovazione), mentre il pugno con il pollice alzato era in campo bianco (approvazione). E iniziarono a giocare con la gente ad approvare e disapprovare i comportamenti mostrando il cartoncino in un verso o nell’altro.

E il numero di omicidi crollò in pochi giorni. Certo fecero anche cose più importanti, raddoppiarono il numero degli autobus, chiusero al traffico privato molte arterie e così ottennero di velocizzare il traffico urbano e ridurre i tempi di percorrenza di parecchio (e diminuirono il malumore della gente). Distribuirono terreni e materiali da costruzione ai più poveri delle favelas. E diedero anche un albero da frutta per ogni casa. E poi iniziarono a pagare i disoccupati che portavano immondizia suddivisa…Fecero moltissime azioni concrete che migliorarono rapidamente la vita delle persone. Ma ogni loro iniziativa era incentrata sulla comunicazione di un sentimento diverso verso gli altri e la comunità.

La prima grande campagna di Mockus sindaco si intitolava “Ricostruire il senso della cittadinanza”. Diedero vita per questo a un mare di iniziative, come le assemblee dove le vittime di violenze disegnavano la faccia dell’aggressore sopra un palloncino e poi lo facevano scoppiare e poi raccontavano quel che avevano subito…Crearono anche il telefono azzurro per i mariti gelosi: “Tua moglie ti ha tradito? Prima di ucciderla facci una telefonata!”

Giorni fa sono andato a Roma per sentire parlare il signor Mockus. Volevo vederlo, osservare come si muoveva, come usava la voce. Mi sono trovato di fronte a una persona che non stava cercando di convincermi che lui è un super uomo, anche se durante le elezioni andava in giro vestito da Superman…Uno che mentre parla si alza e si sdraia per terra sul palco, per farsi capire meglio mentre racconta un aneddoto.
Una distanza abissale, antropologica, da tutti i leader italici.

L’esperienza di Bogotà non è la sola…In Sud America esistono parecchi casi di città che sono cambiate a partire dallo spirito della gente.
È un nuovo movimento che va da Yunus  a Kate Miller  a Curitiba  alle scale di Stoccolma trasformate in pianoforti  al flash mob di danza nella stazione ferroviaria di Antwerp.
Puoi scatenare il caos soltanto mettendoti a ridere sul metrò.

Solo una nuova strategia ci salverà!

Tutto il resto è coercizione alla ripetizione. Le persone serie ci hanno portato fino a qui, ora fate venire avanti i buffoni… che è meglio…La situazione è seria, facciamola ridere. La crisi provoca la depressione? La depressione provoca la crisi? Allora io dico: abbiamo bisogno di più umanità. Abbiamo bisogno di persone che capiscano la forza della morbidezza. Abbiamo bisogno di una compagnia di buffoni che inizi una rivolta di portata epocale. 

Serve una distribuzione di massa di Pillole oniriche contro la depressione!
Quando il gioco si fa duro i morbidi iniziano a giocare!

Ti interessa la mercanzia?
Questa è la sede del Movimento. Ma prima guardati questo video su come Mockus ha cambiato a Bogotà con leggerezza. Disgraziatamente non è sottotitolato in italiano… (se vuoi dare una mano a farlo vai sulla pagina Fd e organizza un gruppo di lavoro)

Su Mockus è uscito anche un libro di Sandro Bozzolo “Un sindaco fuori dal comune”, edito dalla Emi (Edizioni Missionarie Italiane… Non ci sono più i preti di una volta!).