Gli appalti sanitari truccati in Lombardia avrebbero riguardato rappresentanti di tutte le categorie coinvolte, dalla Regione alle Asl, dai medici ai direttori sanitari, passando per i consulenti. Per un totale di 25 indagati, stando al pm Carlo Nocerino che ha chiuso le indagini sulle gare per progetti di sperimentazione scientifica negli ospedali lombardi. Le accuse sono di turbativa d’asta e associazione per delinquere. L’inchiesta verte su un presunto sistema architettato per far pagare i costi della sperimentazione di sofisticate apparecchiature scientifiche non alle case produttrici ma allo Stato, con bandi su misura.

Tra gli indagati, il direttore generale dell’assessorato lombardo alla sanità Carlo Lucchina, coinvolto anche nell’inchiesta sui fondi neri della Fondazione Maugeri, l’ex direttore del Niguarda, Pasquale Cannatelli, l’ex direttore generale dell’Azienda ospedaliera di Lecco, Giuseppe Genduso e l’allora primario di cardiologia dell’ospedale di Saronno, Daniele Nassiacos. I bandi sui quali la procura di Milano ha svolto accertamenti, infatti, riguardano i progetti denominati “Home care” (all’ospedale di Saronno), “Ecoscopio” (Niguarda) e “Emodinamica” (Saronno). Secondo Nocerino, Lucchina avrebbe ricevuto “doni di vario genere e natura, tra i quali un telefonino smartphone, generi alimentari e liquori pregiati per pilotare gli appalti”.

In particolare, il dg della sanità lombarda, Cannatelli e altri avrebbero concordato che “i tecnici delle aziende ospedaliere di Lecco e Niguarda provvedessero alla redazione del bando esplorativo, allineando le specifiche tecniche del prodotto V-Scan di General Electric a quelle indicate nel predetto bando, artatamente compilato in modo da consentire l’aggiudicazione certa della fornitura Ge Medical Systems Italia spa”.