Ancora morti in Siria. Non si ferma la violenza che oggi registra vittime giovanissime. Un colpo di mortaio lanciato dai ribelli ha colpito poco fa una scuola vicino Damasco. La notizia è stata battuta dall’agenzia Sana e diffusa dalla televisione. L’attacco è avvenuto contro la scuola Bteiha nel campo Wafideen, vicino la capitale, e che oltre ai bambini sarebbe morto anche un insegnante. In totale sono 29 i morti. 

Ma il bilancio odierno della perdita di vite nel paese governato da Assad è molto più alto. Secondo i Comitati di coordinamento locali dei residenti ci sono altre 35 vittime. Le fonti che non tengono conto dei miliziani lealisti uccisi negli scontri con i ribelli, affermano che tra queste vittime ci sono anche tre bambini. La regione più colpita è Damasco con 15 uccisi, mentre 8 vittime si registrano a Homs e le altre tra Daraa, Hama, Idlib, Aleppo e Dayr az Zor. Nel bilancio delle vittime c’è da aggiungere anche l’omicidio di un giornalista di un quotidiano governativo ucciso oggi a Damasco. Il giornalista, Naji Asaad Imam, del giornale Tishrin, secondo l’agenzia governativa Sana, era uscito da casa nel quartiere di Tadamon, nel sud della capitale siriana, e si stava dirigendo al lavoro quando è stato abbattuto a colpi d’arma da fuoco.

Intanto l’esercito siriano ancora fedele al presidente Bashar al-Assad ha bombardato alcuni villaggi a sud-ovest di Damasco e la regione di Ghota, a est della capitale. Secondo gli attivisti dell’Osservatorio siriano per i diritti umani e del network ‘Ugarit’ i i colpi di mortaio si sono abbattuti in particolare sul villaggio di Moadamiyet al-Sham. L’esercito sta tentando in ogni modo di evitare che scoppino scontri con i ribelli nel centro di Damasco, dove l’atmosfera rimane tesa. Intanto, stando all’Osservatorio, nella notte i combattenti islamici del Fronte al-Nusra, legato ad al-Qaeda, hanno preso il controllo del villaggio di Tibni e di diversi checkpoint nella provincia settentrionale di Dayr az-Zor, vicino al confine con l’Iraq.