Stanno arrivando alla spicciolata dalla Svizzera, dalla Francia e dalla Russia nella “capitale provvisoria” dell’Autorità Nazionale Palestinese, Ramallah. Sono gli esperti di scienze forensi e gli scienziati che martedì inizieranno a riesumare il corpo di Yasser Arafat per cercare tracce di polonio, il materiale radioattivo che potrebbe aver ucciso il vecchio leader palestinese nell’ottobre del 2004. Tawfiq al-Tirawi, capo del team palestinese che affianca gli esperti internazionali ha detto che la tomba di Arafat potrebbe essere aperta già domani.

Ci sono voluti nove mesi di indagine e il sostegno dell’emittente panaraba Al Jazeera per arrivare alla riesumazione. A luglio scorso, Al Jazeera aveva trasmesso un documentario basato sulle analisi effettuate in Svizzera sugli effetti personali del leader palestinese, che era stato ricoverato nell’ospedale militare di Parigi, dopo essere stato trasportato d’urgenza dal suo compound a Ramallah, assediato dai tank israeliani. Il 12 ottobre del 2004 Arafat si era improvvisamente ammalato, in modo grave e inspiegabile. Sulle cause della sua morte sono state avanzate le ipotesi più diverse: cirrosi epatica, HIV, cancro, ma senza alcuna prova che potesse indicare una causa al posto di un’altra. I documenti della sua degenza francese, peraltro, sono stati secretati e i campioni di materiale biologico custoditi nell’ospedale militare di Percy sono stati distrutti rendendo quindi impossibili analisi dirette.

Le indagini condotte dall’istituto di medicina legale di Losanna, però, hanno escluso tutte le malattie comunemente indicate come possibile causa della morte del leader palestinese; ulteriori esami, effettuati sugli effetti personali di Arafat – compresa la sua famosa kefiya – e sui vestiti che indossava durante la degenza parigina hanno fatto emergere la presenza di livelli di radiazioni da polonio-210 assolutamente fuori norma. Nella sua relazione il dottor François Bochud, direttore dell’istituto di Radiofisica di Losanna, scrisse che questi livelli erano “unsupported”, ovvero non spiegabili con la quantità di polonio normalmente presente in natura.

Il polonio-210, scoperto da Marie Curie nel 1898, è lo stesso isotopo che ha causato la morte della ex spia russa Alexander Litvinenko, a Londra nel 2006 e i sintomi che Litvinenko ha presentato durante la sua malattia diventata poi agonia sono molto simili a quelli che ha manifestato Arafat nel sua degenza parigina. Sulla base delle conclusioni delle analisi svizzere, la vedova di Arafat, Suha, ha chiesto all’Anp di autorizzare la riesumazione del corpo da effettuare il più rapidamente possibile, perché il polonio ha un tempo di dimezzamento di 138 giorni e dunque la fine del 2012 era la soglia temporale massima, secondo gli scienziati svizzeri, per poter eventualmente trovare tracce di polonio nei tessuti organici di Arafat. “Quali che siano i risultati delle indagini – aveva detto Suha Arafat – Almeno avremo finalmente eliminato ogni dubbio sulla sua morte e avrò fatto tutto quello che potevo fare per spiegare ai Palestinesi, alle giovani generazioni, al mondo, che non è stata una morte naturale, ma un crimine”.

La riesumazione consentirà a tre diversi team di prelevare campioni di tessuti dalla salma del presidente palestinese. I campioni saranno quindi analizzati separatamente e i risultati, attesi tra qualche mese, saranno poi confrontati. Inoltre, saranno anche esaminati campioni della piccola quantità di terra di Gerusalemme che è stata messa nella tomba di Arafat, a Ramallah, in modo da verificare anche i livelli di polonio eventualmente trasferiti al terreno e confrontarli con quelli presenti in modo naturale nella zona da cui il terriccio è stato prelevato.

L’intera procedura si concluderà domani, e il corpo del leader palestinese sarà nuovamente interrato con una cerimonia militare. Per i palestinesi, non ci sono dubbi: Arafat è stato avvelenato dai servizi di intelligence israeliani, nel 2004. Lo ha ripetuto anche al-Tirawi nella conferenza stampa con cui ha spiegato la procedura di riesumazione: “Abbiamo le prove che indicano che Arafat è stato avvelenato dagli israeliani – ha detto al-Tirawi – Considero questa riesumazione una dolorosa necessità per capire la verità sulla morte del Presidente”. Il governo israeliano ha sempre negato il proprio coinvolgimento nella morte di Arafat, ma nessuno ha commentato ufficialmente i risultati delle indagini condotte da Al Jazeera.

di Joseph Zarlingo