“Con chi ha base alle Cayman non deve parlare nessuno”. Di più: “Chi ha base alle Cayman non deve darci lezioni”. E se non fosse chiaro: “Non si possono tollerare compromessi sui paradisi fiscali“. Un mantra ripetuto all’infinito dal segretario del Partito democratico, Pier Luigi Bersani, dopo aver scoperto che tra i collaboratori di Matteo Renzi c’era Davide Serra, operatore finanziario già capo della ricerca globale sulla finanza di Morgan Stanley, titolare del fondo di investimento Algebris con sede proprio nelle famose isole caraibiche dipendenti dal Regno Unito. Compromessi no, per carità. Ma i voti dei residenti “al sicuro”, quelli sì, ben vengano. Perché aprendo il sito delle primarie del centrosinistra si scopre che chi vuole votare dall’estero lo può fare, anche con una procedura piuttosto semplice rispetto agli italiani.

Che c’entrano i paradisi fiscali? Basta provare a registrarsi, aprire la pagina relativa al collegio Europa 1 (l’unico, assieme a Europa 2, al quale si riesce ad accedere dall’Italia) per trovare una lista di 63 Paesi, tredici dei quali a regime fiscale privilegiato e segnalati dall’Ocse. Per l’esattezza, oltre a potersi esprimere gli italiani che vivono in Inghilterra o in Olanda, potranno farlo anche i residenti ad Andorra, Anguilla, nelle Antille olandesi, nelle Isole Vergini britanniche, nel dominio di Gibilterra, nel Lichtenstein, in Svizzera, a Monaco, a San Marino, nell’isola di Man, Turks & Caicos, nella Polinesia francese e, naturalmente, alle Cayman. Tutti protettorati legati a Paesi europei. Altro che cene milanesi con gli analisti bancari, voti veri. Ma quanti elettori italiani di centrosinistra bramosi di votare alle primarie vivranno nelle Antille olandesi? E perché un partito che “non tollera compromessi” sceglie di chiedere ai residenti in queste isole di esprimere la loro preferenza sul candidato premier? Le parole di Bersani erano chiare: “Nessuno parli con chi ha base alle Cayman”. Ma per votare non serve parlarci, basta un clic.

Leggendo la lista non mancano anche altre sorprese. Tra i Paesi dai quali si può votare ce ne sono di molto curiosi. Per esempio l’atollo di Clipperton, detto anche “isola della passione”, paradiso (non fiscale) in mezzo al Pacifico, con una superficie di 8,9 km quadrati. Difficile che ci siano italiani sull’atollo, a meno che non ci siano arrivati con una spedizione subacquea com’è capitato a Jacques Cousteau, oppure organizzati dal National Geographic. Nel 2009, all’anagrafe dei residenti all’estero, risultavano quattro persone sull’isola, ma l’unico che ci abbia mai vissuto è un guardiano. Toccherà alla fauna locale interrogarsi su chi scegliere tra Renzi e Bersani?

 da Il Fatto Quotidiano del 18 novembre 2012 – aggiornato da redazioneweb