“Sono sceso in campo per tutelare me stesso e il mio conflitto di interessi, resterò in campo per tutelare me stesso e il mio conflitto di interessi”, questo è l’unico messaggio che Berlusconi ha davvero inviato nel corso della sua lunga e sgangherata conferenza stampa.

Tutto il resto è noia, compresa la dichiarazione di guerra alla Germania, alla Merkel, al fiscal compact, e persino alla Tobin Tax che, a suo dire, sarebbe una diabolica invenzione teutonica.
Eliminando fesserie e banalità resta il messaggio di sempre di questo Mastro Don Gesualdo dei nostri tempi: “La roba mia non si tocca, nessuno può giudicarmi, chiunque ci provi è un barbaro, un comunista, uno che vuole la sovversione…”

Tanta rabbia deriva dalla sentenza sui diritti tv, per altro una sentenza mite, persino inadeguata alla gravità della evasione fiscale e del metodo truffaldino messo in opera. La furia deriva dal fatto che la sentenza ha messo il dito nel cuore dell’impero mediatico, ne ha svelato trucchi e inganni, ha rivelato i meccanismi della accumulazione originaria e dei fondi neri poi utilizzati per finanziare sia l’attività industriale sia quella politica.

In altre parole la sentenza ha reso visibile quel conflitto di interessi a lungo negato non solo da Berlusconi, ma persino da quelli che avrebbero dovuto essere i suoi avversari politici. Ad aggravare la situazione è arrivata l’assoluzione di Fedele Confalonieri, dal momento che per due decenni, tutti, ma proprio tutti avevano finto di credere alla barzelletta che il cavaliere avesse delegato ogni decisione ai suoi collaboratori.

Del resto, già nel 1994, Berlusconi era stato dichiarato eleggibile perchè il ruolo di amministratore delegato risultava ricoperto dal signor Fedele, dunque il proprietario dell’impero si ritrovò presidente del consiglio alla faccia del principio di legalità. Il tribunale ha ora ribaltato quella impostazione facendo crollare, per l’oggi e per il domani, ogni possibile furberia ed imbroglio.

Il re si è ritrovato nudo, lo spettacolo è stato ed è indecoroso, i prossmi atti potrebbero rivelarsi politicamente osceni, a cominciare dal rinnovato e, questo sì, ” barbaro attacco” ai giudici e alla Costituzione. Per il momento il governo ha finto di essere in esilio, ma dal momento che Berlusconi ha sferrato un durissimo attacco alle istituzioni repubblicane e ai principali alleati europei a quando il professor Monti potrà fingere di chiamarsi Pasquale (per citare il principe Antonio De Curtis, in arte Totò)?