Mai così bene. Nei primi sei mesi del 2012 i ricavi di Ferrari sono schizzati a un miliardo e 200 milioni di euro e le vetture consegnate sono state 3664. Numeri record per un’azienda che da tempo sta inanellando un risultato positivo dietro l’altro nonostante un mercato dell’auto che in tutta Europa si sta letteralmente inabissando. Numeri che influiranno anche sul premio di risultato aziendale, che in Ferrari si chiama “di competitività”. L’anno scorso sono stati distribuiti 3600 euro a ogni dipendente. “Quest’anno si potranno superare i 5mila euro lordi”, esulta la Fim Cisl di Modena che gongola di fronte ai dati presentati oggi dall’ufficio stampa di Maranello: la posizione finanziaria netta aziendale è la migliore di sempre con 895milioni di euro mentre il flusso di cassa netto per il semestre è stato di 203 milioni di euro. Insomma, Ferrari gallina dalle uova d’oro per il gruppo Fiat.

Ma la Fiom lancia l’allarme. “Le vendite stanno migliorando – spiega Nando Siena della segreteria modenese della Fiom –  ma gli obiettivi di risultato fissati nell’ultimo accordo aziendale sono troppo ambiziosi. Difficilmente qualche lavoratore arriverà alla cifra massima”. “Bisognerà fare molto bene i calcoli – ammonisce Matteo Parlati, ex rsu Fiom – C’è il rischio di rimanere tutti scottati. Se gli obiettivi non saranno raggiunti appieno il premio si abbasserà di molto e per tutti nonostante gli utili record dell’azienda che invece saliranno sempre di più”.

Il premio di competitività di quest’anno (5300 euro lordi) è dato infatti dalla somma di risultati collettivi e individuali. Che per il 2012, parlando di vendite, prevedono il superamento di quota 8mila Ferrari consegnate. “Adesso siamo a 3mila e 600 – spiega Siena – anche prevedendo un picco invernale sarà difficile arrivare alla soglia massima. Spero che chi ha firmato quell’accordo abbia fatto molto bene i propri conti”. Il rischio è ovviamente una decurtazione anche consistente del premio finale.

Poi c’è la questione delle assenze. “l problema – spiega Paolo Ventrella della Fiom – è che i calcoli per stabilire il premio individuale saranno fatti anche in base alle assenze, compreso l’infortunio in itinere, la malattia e la maternità obbligatoria”. Le tabelle dicono che superate le 100 ore di assenza il premio scenderà all’85%. Nel 2014 chi supererà le 200 ore perderà invece il 20%. Non difficile per una donna in maternità che per legge deve usufruire dei 6 mesi obbligatori. Insomma, “chi ha problemi fisici o semplicemente aspetta un figlio sarà punito. I più deboli pagheranno come al solito per tutti”. Un po’ più positiva invece la Cisl, che si dichiara convinta di poter convincere l’azienda a rimediare al problema.

Infine c’è la questione Lapo Elkann, che secondo indiscrezioni potrebbe diventare il prossimo presidente di Ferrari succedendo a un Montezemolo pronto a lanciarsi ufficialmente in politica. Sull’ipotesi Lapo i delegati preferiscono non commentare, ma in azienda alcuni lavoratori sorridono e c’è anche qualcuno che spara a zero, ma ovviamente non vuole esporsi. “Non ci interessa molto – spiega Claudio Mattiello, segretario Fim Cisl di Modena – l’importante sono i risultati”. “Lapo al posto di Montezemolo? La figura del presidente è di rappresentanza – taglia corto la Fiom – il potere in Ferrari è sempre più di Sergio Marchionne”.