Le auto blu tra il 2009 e il 2011 sono state ridotte (-16%) ma di poco e in ritardo. E’ quanto emerge dal monitoraggio sulla spesa realizzato dal dipartimento della funzione pubblica. Nello studio, concluso il 30 giugno scorso, si specifica che il risparmio per le casse dello Stato è stato pari a 280 milioni di euro ma che quasi la metà delle amministrazioni pubbliche (il 44%) non si è data da fare o lo sta facendo lentamente. 

La spesa complessiva sostenuta nel 2011 per la gestione del parco auto statali e delle amministrazioni locali ammonta a 1 miliardo e 220 milioni di euro (escluse targhe speciali, corpi di Polizia, forze armate), e ben tre quarti di questa cifra (il 73%) viene spesa per i cosiddetti “costi da personale”.

Con l’introduzione del decreto legge 78 del 2010, è diventato obbligatorio per la pubblica amministrazione effettuare per il parco auto spese inferiori all’80% di quelle sostenute l’anno precedente. Questa disposizione però è slittata al 2012 perché è prevista una deroga per i contratti in essere. Nel dettaglio la spesa per le auto blu si è ridotta dell’11,9 per cento nella pubblica amministrazione centrale e del -16,8 per cento in quella locale. Considerando invece il risparmio con esclusione del personale, la situazione si modifica nel modo seguente: la spesa si riduce del 10,5 per cento, e la contrazione è in questo caso superiore per l’amministrazione centrale (-17%) rispetto a quella locale (-9,5%). 

Sull’argomento è intervenuto il ministro della Funzione pubblica Filippo Patroni Griffi sottolineando che “la pubblca amministrazione può e deve fare di più” per la riduzione della spesa delle auto blu. Molte amministrazioni – ha proseguito Patroni Griffi – stanno affrontando “con serietà il problema della riduzione dei costi del parco auto, ed in particolare delle auto blu”. L’auto pubblica, salvo casi specifici e determinati, deve avere “funzioni di servizio e non di rappresentanza o peggio di esibizione di status. La riduzione, tuttavia, sarebbe dovuta essere in termini percentuali di 20 punti. Ci siamo fermati al 16, che e’ un risultato importante – ha continuato il ministro – ma non è raggiunto l’obiettivo. Tanto più che per l’anno prossimo il target da conseguire è -50%. Proprio per questo proseguiremo il monitoraggio e investiremo l’ispettorato di funzione pubblica di verificare le amministrazioni che si sottraggono ai controlli e coloro che non rispettano le regole”.