Egregio Direttore,

l’articolo “Agcom verso il rinnovo, ma gli amici di Berlusconi rimangono al loro posto” pubblicato oggi su “Il Fatto Quotidiano.it” propone una ricostruzione – con affermazioni attribuite peraltro a fonti anonime- che, oltre ad essere personalmente offensive nonché gravemente lesive della mia dignità etica e professionale, sono infondate, distorte e mettono in discussione l’indipendenza di giudizio con la quale ho assolto il mio ruolo di Segretario generale dell’Agcom.

Andando per ordine :

1) sulla “vicenda Trani/Anno Zero” parlano i fatti. Nessun provvedimento o atto dell’Autorità ha mai risentito di pressioni o supposte tali; è agli atti una mia lettera al Direttore Generale della RAI nella quale sottolineavo che l’Autorità non fa interventi preventivi su programmi o trasmissioni televisive;

2) è ridicolo pensare, come sostiene una delle citate fonti, che avrei “suggerito” la sostituzione dei limiti antitrust della Legge Maccanico con il SIC. Premesso che l’Autorità non fa leggi, è comunque vero, al contrario, come sanno gli addetti ai lavori e come ho sempre pubblicamente sostenuto, che sono di tutt’altra opinione;

3) la qualificazione dei canali pay per view e di quelli cosiddetti “+1” ai fini del limite del 20% dei programmi televisivi è prevista – come peraltro è agevole verificare – direttamente nella legge, non certo frutto di soluzioni da me individuate;

4) nessuno mi ha mai contattato, né io mi sono mai reso disponibile per l’incarico di Sottosegretario alle Comunicazioni ;

5) premesso che il mio pensiero sulla gestione delle frequenze è disponibile sul web, e quindi agevolmente verificabile, come ho già sottolineato in una lettera pubblicata da “La Repubblica” lo scorso 4 maggio, sono onorato di essere stato chiamato a collaborare con il governo in carica per predisporre le regole per il superamento del beauty contest .

Questi sono i fatti. Tutto il resto è una ricostruzione, tanto fantasiosa quanto infamante, del mio operato al servizio dell’Istituzione, che espone inoltre la mia persona a commenti ingiuriosi.

La prego di dare visibilità nel più breve tempo possibile a questa mia replica , riservandomi fin d’ora di valutare il modo migliore per tutelare in ogni sede la mia immagine.

Roberto Viola 
Segretario Generale Agcom

Viola ha ragione. Parlano i fatti. E i fatti sono le intercettazioni di Trani in cui al telefono con Giancarlo Innocenzi, ex manager Fininvest, ex sottosegretario del primo governo Berlusconi, nonché commissario dell’Autorità poi costretto alle dimissioni per l’esplosione dello scandalo, dice: “Avremmo messo a punto una strategia (per chiudere Annozero ndr), adesso la cosa più urgente e importante è che si faccia il comitato di vigilanza, perché poi è quello che andrà, diciamo, il dossier che prepariamo…”.

Per quanto riguarda gli altri punti sollevati nella replica del segretario, confermiamo che più fonti, concordanti fra loro, hanno sottolineato quanto scritto e gli stretti rapporti fra Viola e l’ex consigliere Agcom Pilati .

LG