L'ex presidente tedesco Christian Wulff

Qualcosa come 199.000 euro all’anno fino alla fine dei suoi giorni per appena 598 giorni di mandato. È il trattamento dorato che la Germania riserverà a Christian Wulff, l’ex presidente della Repubblica che ha danneggiato più di qualunque suo predecessore l’autorità e l’immagine della carica del capo dello Stato in Germania. Wulff si è dimesso il 17 febbraio, il giorno dopo che la procura di Hannover aveva chiesto al parlamento tedesco di revocargli l’immunità per poter indagare contro di lui. L’accusa: aver ottenuto, prima ancora di essere stato eletto presidente, una lunga serie di trattamenti di favore da imprenditori a lui vicini. Si va da un prestito a tasso agevolato per comprare casa, ricevuto dalla moglie di un amico e taciuto al parlamento della Bassa Sassonia quando era ancora governatore del Land, fino a vacanze pagate per lui da produttori cinematografici che hanno poi beneficiato di sovvenzioni pubbliche. Un’ondata di accuse che hanno finito per travolgere il capo dello Stato, che ha motivato la sua uscita di scena con la perdita di fiducia tra i tedeschi. Contro di lui indaga nel frattempo la procura di Hannover.

Le leggi tedesche parlano chiaro: agli ex presidenti della Repubblica viene versata per tutta la vita una pensione di 199.000 euro l’anno, cui si aggiungono 280.000 euro per un ufficio con tanto di segretaria, un assistente personale e un’auto blu con autista. Tale trattamento spetta anche ai presidenti che si sono dimessi “per ragioni politiche o di salute” prima della scadenza del mandato quinquennale. Wulff ha gettato la spugna o no “per ragioni politiche o di salute”?

L’interrogativo ha diviso per giorni il mondo politico e gli esperti di diritto in Germania: secondo l’autorevole costituzionalista Hans Herbert von Arnim, ad esempio, Wulff non avrebbe diritto al vitalizio, in quanto si è dimesso per motivi personali. A mettere la parola fine al dibattito ci ha pensato ora la presidenza della Repubblica federale, con uno scarno comunicato: “Christian Wulff si è dimesso per ragioni politiche, sussistevano le condizioni oggettive per una notevole e duratura limitazione dell’esercizio del suo mandato”, si legge nella nota. Ergo: Wulff rispetta i presupposti fissati dalla legge, per cui avrà diritto a 199.000 euro l’anno per tutto il resto della sua vita. Niente male, considerando che l’ex presidente ha 52 anni.