Il palco crollato al Palatrieste

Un operaio diciannovenne, Francesco Pinna, è morto e dodici sono rimasti feriti al Palatrieste, dov’erano in corso i lavori di allestimento del palco per l’esibizione di questa sera di Jovanotti. Una ventina di operai stavano montando il palco dell’ “Ora Tour 2011” quando, per cause imprecisate, la struttura è venuta giù. Sono sette i feriti ricoverati al Pronto soccorso dell’Ospedale di Cattinara, uno dei quali in condizioni gravi e un altro in condizioni definite ‘serie’. Gli altri cinque sono tenuti in osservazione. Sono tutti uomini e molto giovani. Ha subito, invece, solo una lieve escoriazione una ragazza che lavorava sul luogo dell’incidente, inizialmente contata tra i feriti. La giovane – ha confermato la madre della giovane lasciando il Palasport nel pomeriggio – era riuscita ad allontanarsi proprio nell’istante in cui la struttura stava crollando.

Sul posto sono intervenuti anche Vigili del Fuoco, Polizia e Carabinieri e il medico legale, Fulvio Costantinides. La giovane vittima è uno studente triestino che lavorava saltuariamente. Secondo quanto hanno riferito alcuni suoi colleghi, guadagnava cinque euro all’ora.  “In questo momento il primo pensiero va al povero ragazzo rimasto vittima e alla sua famiglia”, ha detto il sindaco Roberto Cosolini lasciando l’impianto dopo un breve sopralluogo. “Ogni commento è superfluo”, ha aggiunto spiegando che “l’incidente è avvenuto mentre stavano montando il palco e la struttura ha ceduto”. Al momento non ci sono ipotesi sulle cause. Attraverso Twitter è intervenuto anche Jovanotti. “Il mio dolore è rivolto a Francesco Pinna – si legge in un tweet – studente e lavoratore la cui vita si è fermata oggi nell’incidente che ha travolto la mia squadra, questa tragedia mi toglie il fiato”. “I ragazzi rimasti feriti – aggiunge in un altro tweet – sono lavoratori specializzati che amano quello che fanno restando nell’ombra. Sono con voi, vi voglio bene”.

Stando alle prime testimonianze, l’impalcatura si è “accartocciata” su se stessa: gli operai sono stati investiti dal crollo e alcuni di essi sono rimasti incastrati tra i tubi di acciaio. Sarebbe stata la caduta in avanti dei due pilastri anteriori a causare il cedimento. La struttura, alta una decina di metri, era già completa di impianto luci, e ha ceduto sul lato destro dove, evidentemente, il peso era maggiore. Segni di cedimento sono visibili anche sull’altro lato, il sinistro. Complessivamente, nel montaggio del palco era coinvolta una squadra di una cinquantina tra tecnici e operai. Compatti i sindacati: Cgil, Cisl e Uil di Trieste sottolineano che “la giornata odierna sarà ricordata a Trieste per il numero di gravi incidenti sul lavoro”, riferendosi a quanto accaduto al Palasport e al Molo Bersaglieri.“Questi gravi fatti evidenziano la necessità che le iniziative di prevenzione e controllo continuino e vengano ulteriormente aumentate”. I sindacati, “nell’esprimere solidarietà e vicinanza ai familiari della persona deceduta manifestano la necessità che vengano chiarite le circostanze e le eventuali responsabilità dei fatti”.

L’edificio, situato nel rione di San Sabba del capoluogo friulano, adiacente allo stadio “Nereo Rocco”, è stata transennato e posta sotto sequestro. Il concerto è stato annullato, annuncia Azalea Promotion, che aveva organizzato la data triestina del tour. Ma Jovanotti ha deciso di sospendere tutte le date, in accordo con il suo manager Maurizio Salvadori. Sgomenti i colleghi del ragazzo rimasto ucciso. “Sai quanto guadagna un ragazzo come lui? – chiede un operaio ai cronisti presenti sul posto – Guadagna cinque euro l’ora. Non si diventa ricchi; si può morire per questo? per cinque euro l’ora? E’ una follia” e aggiunge “siamo quasi tutti ragazzi che lavoriamo un giorno qui, un giorno lì, dove capita, anche lui, anche il ragazzo che è morto”.