Era stato tutto previsto. Anzi, c’è da stupirsi che la previsione stia funzionando così bene. Purtroppo”. Luca Mercalli è in viaggio, ma sta seguendo minuto per minuto quanto sta accadendo a Genova. E proprio non ci sta a sentire il sindaco Marta Vincenzi dire “non c’è modo di prevedere o prevenire eventi simili”. Tanto è vero che giovedì, su La Stampa, era apparsa una pagina a sua firma con tutti i rischi e i pericoli che la “depressione Quinn, così battezzata dall’istituto meteorologico dell’Università di Berlino” avrebbe comportato per il nord-est italiano.
“Certo che non è che si può prevedere che ci saranno morti – spiega al Fatto Quotidiano –, perché sarebbe come prevedere un incidente stradale. Può capitare, guidando, che all’improvviso uno si addormenti. Ma che la depressione sia stata prevista e che l’allerta sia stata diramata, questo sì, eccome. E bisogna ricordare che siamo soltanto all’inizio, le piogge dureranno fino a domenica mattina, interessando il Savonese e il Piemonte”.
In effetti, sul quotidiano torinese due giorni fa il meteorologo scriveva: “Sono elementi analoghi alle alluvioni del 4-6 novembre 1994 sul Tanaro e del 15 ottobre 2000 su Alpi, ma la quota neve un po’ più bassa di allora, attesa attorno ai 2200-2400 metri, dovrebbe limitare le portate massime dei fiumi alpini, con qualche allagamento comunque inevitabile e una massiccia piena del Po anche a Torino. Più esposti ai danni invece i bacini appenninici dell’Alessandrino, inclusi Tanaro e Bormida, l’Alta Langa, il Monregalese e l’entroterra savonese e genovese, dove il rischio di onde di piena ed esondazioni è concretamente elevato”.
Non solo: Mercalli ha dato consigli e indicazioni precise che forse, se fossero stati tenuti nel giusto conto, avrebbero potuto aiutare: “Soprattutto sulla strada, chiusi nell’accogliente guscio di lamiera, al caldo, con la radio che suona, non ci rendiamo conto della gravità che certi eventi vanno assumendo ed è un attimo trovarsi con l’acqua a livello della portiera, la macchina che galleggia, l’impossibilità di uscire e mettersi in salvo”. Esattamente quello che è successo a decine di persone.














