Il sogno di Napoli è sfumato in dirittura d’arrivo. Ed è la prima delusione per il sindaco arancione Luigi de Magistris. Sarà Venezia ad ospitare due tappe delle World Series della Coppa America di Vela, tra il maggio 2012 e l’aprile 2013. Poco fa l’annuncio del sindaco del capoluogo lagunare Giorgio Orsoni e di Richard Worth, presidente dell’America’s Cup Eventi Autority. “Siamo davvero emozionati di portare l’America’s Cup Word Series a Venezia – ha detto quest’ultimo – dove sono concentrati un numero alto di appassionati di vela”.

E se Venezia ride, Napoli piange per la beffa dell’ennesima occasione di riscatto sfumata, proprio quando ormai pareva tutto pronto per firmare gli accordi e dare il là all’impresa. Un contratto che poteva e doveva essere chiuso nella settimana di ferragosto, quando la prima proposta spedita dagli americani non è stata rispedita indietro firmata. Perché? Mistero. C’è chi parla di mancanza d’intesa sulle condizioni economiche. Chi invece punta il dito sulle indecisioni relative al ruolo di BagnoliFutura spa, la società di trasformazione urbana proprietaria delle aree che avrebbe dovuto ospitare le strutture di supporto allo svolgimento delle gare. Presieduta da un bassoliniano, Riccardo Marone, col quale de Magistris è notoriamente ai ferri corti da tempo. Ma probabilmente la ragione risiede nelle notizie sui rischi ambientali della ‘colmata a mare’ di Bagnoli: un’area inquinata dai residui delle attività Italsider, la cui bonifica procede al rallentatore. Notizie che forse gli americani non conoscevano quando si sono innamorati del golfo di Napoli, teatro ideale per una competizione velica. Notizie che forse hanno spaventato gli uomini di Oracle, che hanno preferito puntare altrove.

Così, mentre le quotazioni di Napoli scendevano, a Ferragosto Orsini si è recato a Cascais, in Portogallo, dove era in corso di svolgimento una delle tappe delle World Series, per tessere la trama della candidatura. L’indubbio appeal della città lagunare ha fatto il resto.

Il primo commento da Napoli è quello di Sergio Fedele, dell’associazione ‘Napolipuntoeacapo”, che parla di “figuraccia storica”. “Questa sconfitta – aggiunge – ha vari “genitori” che hanno dato l’impressione e non solo l’impressione, di muoversi come improvvisati, inesperti, presuntuosi. Un flop che pesa sulle spalle essenzialmente di 5 nomi: il governatore della Campania Stefano Caldoro, il presidente della Provincia di Napoli Cesaro, il sindaco De Magistris, il presidente dell’associazione industriali napoletana Graziano, il presidente di Bagnoli Futura Marone (sono i sottoscrittori del protocollo propedeutico al contratto che poi non si è firmato, ndr). Ognuno con una precisa responsabilita’ individuale. Tutti con una grave responsabilita’ di “squadra”.

Da Venezia invece gongola il governatore del Veneto Luca Zaia: “L’approdo della Coppa America a Venezia ha un grande significato ed è una gran bella notizia. La capitale del Veneto meritava questa soddisfazione, per la sua millenaria storia marinara che viene in qualche modo riconosciuta e premiata; per le sue caratteristiche uniche al mondo che ne faranno cornice di eccezionale fascino; per le positive ricadute d’immagine che porterà la manifestazione velica più famosa e più seguita al mondo”. “Mi complimento con Giorgio Orsoni e Richard Worth – prosegue Zaia – per questa operazione, che sicuramente porterà importanti benefici alla realtà veneziana, ma anche alla promozione e all’offerta turistica di tutto il Veneto. Senza contare – aggiunge Zaia – che la nostra regione può contare su migliaia e migliaia di appassionati, ai quali sarà offerto il meglio del meglio”.

Secondo i dati pubblicati nei giorni scorsi dall’Espresso, l’impatto economico di un evento dell’America’s Cup è di circa 40 milioni di euro, che possono aumentare se si svolge d’inverno. Gli spettatori non locali che ospitano il porto durante una regata è di 33.000 persone, di cui 15mila provenienti dall’estero, con una spesa prevista di circa 25 milioni di euro. Si stima che ogni equipaggio spende durante il soggiorno circa 1,9 milioni di euro.