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La finanza nell’associazione di Penati

Sequestrati documenti su trasferimentio in denaro per il finanziamento delle elezioni del 2008 e 2010

Milano – “Fare Metropoli”, l’associazione usata da Filippo Penati per finanziare la propria attività politica dal 2008 a oggi (come scoperto e rivelato dal Fatto Quotidiano a fine luglio), entra nell’inchiesta della Procura di Monza sull’ex presidente della Provincia di Milano, indagato per corruzione, concussione e finanziamenti illeciti. Il pm Walter Mapelli ha firmato il decreto di perquisizione con cui la Guardia di Finanza ieri si è presentata negli uffici del commercialista dell’associazione, Carlo Angelo Parma, e nella sede milanese in via Galilei.

Gli uomini delle Fiamme Gialle hanno sequestrato estratti conti, ricevute di versamenti in contanti, copie di bonifici, elenchi di finanziatori e tutta la documentazione relativa ai trasferimenti economici tra l’associazione e i comitati elettorali di Penati per le provinciali del 2008 e per le regionali del 2010. Un giro di soldi che sfiora il milione di euro proveniente per lo più da aziende e privati già legati da rapporti diretti con la Provincia guidata da Penati e con le società controllate, prima su tutte la Milano Serravalle. O la Tem (Tangenziale Esterne di Milano) dove il presidente di Fare Metropoli, Pietro Rossi, siede nel cda (come rappresentante proprio di Milano Serravalle) al fianco di Bruno Binasco, indagato dalla procura di Monza per aver finanziato illecitamente con due milioni di euro Penati. Binasco, già arrestato nel 1993 per aver finanziato illecitamente il Pci tramite il “Compagno G” Primo Greganti, è oggi amministratore del gruppo Gavio (che tra autostrade e costruzioni fattura oltre 6 miliardi di euro ed è primo azionista di Impregilo). Secondo alcuni testimoni, Binasco non solo conosceva l’associazione Fare Metropoli, ma è stato più volte visto nella sede di via Galilei.

Tra i documenti sequestrati ieri ci sono anche i versamenti compiuti a partire dal 2008 da Pietro Di Caterina, l’imprenditore che ha creato dal niente una fortuna grazie ad appalti pubblici e costruzioni a Sesto San Giovanni e che agli inquirenti ha già raccontato di aver raccolto nel 2001, per conto di Penati (allora sindaco di Sesto), tangenti per oltre due milioni di euro pagate dall’imprenditore Giuseppe Pasini per poter edificare sulle aree ex Falck.

Da allora il “sistema Penati” è diventato più complesso. Fino ad arrivare alla nascita dell’associazione Fare Metropoli nel dicembre 2008, pochi mesi prima delle elezioni provinciali. L’elenco dei finanziatori dell’ex capo della segreteria politica di Pierluigi Bersani è lungo. C’è la Banca Popolare di Milano guidata da Massimo Ponzellini. E la banca di Legnano, il cui cda è presieduto da Enrico Corali, nominato da Penati nel board di Expo 2015. Versa contributi anche il gruppo Intini, gigante delle costruzioni di Sesto San Giovanni, in rapporti con Penati, prima nella sua veste da sindaco dell’ex Stalingrado d’Italia, poi in quella di presidente della Provincia. Il gruppo Intini partecipa attivamente a Fare Metropoli attraverso due sue società per azioni: Sma e Milanopace. Quest’ultima sta realizzando il complesso edilizio “Le torri del Parco” che prevede investimenti per 100 milioni di euro ed è stato progettato dall’architetto Renato Sarno, altro indagato nell’inchiesta della procura di Monza. C’è anche la Stilo immobiliare finanziaria srl, di cui rappresentante è l’amico Antonio Percassi, il costruttore bergamasco ex calciatore da poco presidente dell’Atalanta, nonché amministratore unico della Finser Spa, altra società che versa contributi. In Finser siede anche Vittorio Bianchi, amministratore delegato della Stilo immobiliare.

Nei prossimi giorni i pm, Mapelli e Macchia, analizzeranno il materiale sequestrato per verificare l’esistenza o meno di finanziamenti illegali. E stabilire se l’associazione Fare Metropoli è stata usata da Penati per raccogliere fondi e poi versarli ai comitati elettorali, camuffando così i reali finanziatori. Dovranno inoltre accertare la provenienza dei continui e ripetuti versamenti effettuati in contanti. Non solo. Secondo quanto risulta al Fatto Quotidiano, i versamenti di almeno tre società sono irregolari: mancano infatti le delibere delle rispettive assemblee dei soci, senza le quali per legge si configura automaticamente il reato di finanziamento illecito. Le tre società sono la già citata Finser, Gestione Multiservice e Pessina costruzioni. Quest’ultima è un gigante dell’edilizia con sede a Sesto San Giovanni e appalti in essere anche con l’autostrada Milano Serravalle. Ha realizzato i restauri delle biblioteche Vaticane, la nuova sede della Regione Lombardia, Malpensa 2000; e si è aggiudicata la gara per gli hotel alla nuova Fiera di Milano.
Le perquisizioni si sono protratte per circa cinque ore. Gli uomini delle Fiamme Gialle hanno avuto difficoltà ad accedere agli uffici di Fare Metropoli. Eppure, ieri in serata, Penati ha divulgato una nota: “I documenti sono stati esibiti e messi a disposizione immediatamente”.

da Il Fatto Quotidiano dell’11 agosto 2011