Con 319 voti a favore e 293 contrari l’Aula della Camera ha concesso l’autorizzazione all’arresto del deputato del Pdl Alfonso Papa. Subito dopo il voto Papa ha lasciato l’emiciclo tra gli abbracci dei colleghi. Un’Aula attonita ha atteso il verdetto della votazione. Così, il voto segreto non ha salvato il deputato del Pdl. Determinante è stata la Lega che aveva annunciato che avrebbe votato a favore dell’arresto. E Roberto Maroni ha immediatamente commentato: “Siamo stati coerenti, abbiamo votato come detto: compatti per il sì”. Di fatto è una vittoria del ministro leghista. Lo riconosce anche Massimo D’Alema: hanno pesato una trentina di voti di Maroni.

Silvio Berlusconi non è dunque riuscito a convincere Umberto Bossi. Nelle ultime settimane i due leader si sono visti e sentiti diverse volte e il premier ha tentato in ogni modo di far desistere il Carroccio a votare a favore dell’arresto del deputato del Pdl. Il senatùr sul tema ha più volte cambiato idea. E dichiarato tutto e il contrario di tutto. Non a caso oggi a Montecitorio, dove in aula si voterà sull’arresto, gli occhi erano puntati sugli uomini del Carroccio. L’assenza di Bossi ha preoccupato gli alleati del Pdl. Così come è stata letta negativamente la decisione di Maroni di sedersi non nei banchi del governo ma tra le file dei parlamentari leghisti.

Carolina Lussana ha poi sciolto i dubbi: “La Lega voterà a favore dell’arresto di Papa”. Lussana è stata chiara: “Oggi il nostro gruppo è posto davanti a una scelta difficile ma la nostra posizione è sempre stata chiara e senza ambiguità. Se infatti oggi si è arrivati in aula con il parere favorevole della Giunta per le autorizzazioni, è stato per l’atteggiamento determinante dei due membri della Lega”. Lussana conferma quindi che la “Lega Nord voterà a favore” dell’arresto di Papa. “La nostra indicazione è chiara ma non c’è piaciuto il clima di caccia alla streghe scatenato stamattina in aula dal presidente Franceschini. Lasci stare la Lega”.