Un governo di decantazione”, che porti a termine una riforma elettorale. Tutti insieme, da destra a sinistra, non ‘contro’ Berlusconi. Ma ‘per’ far fuori Berlusconi. Con stile. Il senatore Pdl Beppe Pisanu si stacca dal gruppo e tenta la volata. Sperando che lo seguano. Il presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta antimafia è un esponente, seppur con un passato forzista, un po’ fuori dalla linea aziendalista. Forse anche per la sua attesa, ma mai arrivata, nomina a presidente dei senatori Pdl, presso i quali ha però un modesto seguito. Oggi, per una proposta lanciata dalle colonne del ‘Corriere della Sera, ha rispolverato il suo passato democristiano e scelto come partner l’ex segretario del Pd, Walter Veltroni. Una proposta neanche troppo inaspettata, se Giulia Bongiorno, presidente della commissione Giustizia della Camera e deputato di Fli, risponde dalle pagine dello stesso giornale: “So che l’ipotesi di un accordo con il Pd getta nel panico parecchi. Personalmente, reputo superate le categorie destra e sinistra e quindi per me i no pregiudiziali sono incomprensibili”. Forse la Bongiorno guarda all’esperimento di Latina dove la lista Fli di Antonio Pennacchi potrebbe appoggiare il Pd, pur di silurare il Pdl. I ‘fasciocomunisti‘, li hanno chiamati. E i democratici non disdegnano. L’idea comune è quella di sfruttare il momento, in cui la maggioranza è più divisa che mai. Un Pdl in cui Claudio Scajola – vicino a Pisanu – ha già radunato attorno a sé una cinquantina di parlamentari e Altero Matteoli è pronto a dare battaglia nel caso in cui il premier dovesse confermare il guardasigilli Angelino Alfano come suo pupillo. Ma intanto la maggioranza fa finta di non cogliere la provocazione, tutta interna, di Pisanu. E non reagisce [Leggi: Pdl verso il baratro, ma la linea dei colonnelli è negare l’evidenza]. Il governo ha i voti e tiene, ricordano. “Ci si espone, ancora una volta, a favore di quel governo tecnico, che sta nel cuore ad un certo mandarinato e che nella realtà non può esistere”, è il commento della deputata Pdl Margherita Boniver. Più lapidario il ministro della Lega, Roberto Calderoli: “E’ una proposta da zombie”.

Più una santa alleanza destra-sinistra, “uniti sulle regole del gioco, il rispetto degli avversari e la difesa delle forme”. Quello che manca negli ultimi tempi. Ma pur sempre “distinti sui programmi per governare la società”. Un patto a tempo determinato, dunque, è quello che propone la strana coppia. E pronta è arrivata la risposta del leader di Fli, terzo interlocutore naturale dei due. “Ho letto l’articolo di Pisanu e Veltroni e lo trovo condivisibile dalla prima all’ultima parola”, Gianfranco Fini mette così il suo suggello di cera lacca. “E’ una proposta molto interessante, condivisibile e intelligente”, e il vicepresidente di Fli, Italo Bocchino, infiocchetta il tutto. Aggiungendo un passaggio: aspettare le elezioni amministrative, in cui è attesa “una nuova tendenza che dovrebbe invitare tutta la politica a sedersi attorno a un tavolo”. Una paziente attesa del “si salvi chi può” da parte della maggioranza, insomma.

Apertura verso “proposte non ‘contro’ qualcuno ma ‘per’ l’Italia”, sottolineano Pisanu e Veltroni. Un “periodo di rasserenamento del Paese” che non è però “tornare a formule pur meritorie del passato”. I governi affatto bipolari da Prima Repubblica, di cui pure Pisanu ha memoria da ex esponente della Dc. L’idea non è quella di rovesciare Silvio Berlusconi con la forza delle votazioni in Parlamento – piano che peraltro non ha mai funzionato – ma di avere pronta un’alternativa. Un nome che non riduca le elezioni anticipate “in uno scontro frontale dagli esiti imprevedibili e tra schieramenti costruiti più sulla contrapposizione che sulla proposta”. Una figura da rodare in un governo con un “ampio ed esauriente confronto parlamentare”, per riformare la legge elettorale. E poi ognuno per sé.

Ma all’entusiasmo di Fli, ha corrisposto una non proprio in tema risposta del segretario del Pd. “Tutte le soluzioni che comportano un passo indietro di Berlusconi e una fase di transizione, sono le benvenute”, ha dichiarato Pierluigi Bersani, “Ma nel frattempo non dimentichiamoci di combattere, perché Berlusconi non sembra avere intenzione di fare un passo indietro”. Ecco, ancora una volta una voce di contrapposizione. E dire che Pisanu e Veltroni l’hanno scritto più volte nel loro testo: bisogna essere ‘per’, non ‘contro’. Almeno per ora. Meno bellicoso e più scafato, è arrivato il commento del vicesegretario del Pd, Enrico Letta “Un contributo utile e costruttivo, la cui valenza politica, indicativa dello stato di scollamento in cui versa la compagine che sostiene il governo, è amplificata dal fatto che la lettera sia stata firmata da un autorevole esponente della maggioranza”. Pisanu non sarà dotato di lunghi coltelli, ma ha pur sempre il seguito di un gruppetto di senatori Pdl che potrebbe fare la differenza. Non abbastanza, però, per arrivare alle orecchie di Nichi Vendola, che ha definito un eventuale governo di ‘decantazione’ una “manifestazione di bon ton”. Il leader di Sel dall’orecchio del compromesso non ci sente. Veltroni e Pisanu? “Due persone stimabili, ma non so bene di cosa stiano parlando”.

Dalla maggioranza non si scompongono. E continuano a incipriarsi il naso per nascondere il pallore. “Una maggioranza c’è e sta funzionando”, fanno sapere dal Pdl. “Ho una visione bipolare della politica, ritengo che formule che vedono insieme forze diverse con obiettivi diversi non sia utile al paese”, è la gelida risposta di Maurizio Gasparri, capogruppo del Pdl al Senato. “Abbiamo forse un nuovo partito? Veltroni si stacca dalla sinistra e Pisanu se ne va dal centrodestra?”, si chiede Osvaldo Napoli, vicepresidente dei deputati della maggioranza. Che non deve aver sentito Bersani & co. Nemmeno il ministro della Lega, Roberto Calderoli regala emozioni forti. “E’ una proposta da zombie, da morti viventi, da decotti” è stato il suo unico commento. Figurativo, ma meno colorito del solito.

All’appello manca ancora il gruppo di Pierferdinando Casini e gli attori non protagonisti. Quel centro che forse sta studiando bene il piano, per non venirne travolto. Il tempo sembra esserci tutto, perché la bufera che poteva scoppiare oggi, soprattutto da parte della maggioranza nei confronti del loro, all’orizzonte non s’è vista. Niente cerbottane né veleno contro Pisanu, che apparentemente avrebbe quindi sparigliato meno di Fini. O forse no.