Una vignetta di Vauro in copertina, una di Natangelo a pagina tre. Entrambe “a favore” di Silvio Berlusconi. Entrambe pubblicate sul Secolo d’Italia, foglio storico della destra italiana, oggi di area finiana, ma presto organico al Pdl e a Silvio Berlusconi (quando il nuovo Cda frutto di una spartizione tra gli ex colonnelli di An rimasti con Berlusconi prenderà possesso della “macchina”). Ecco dunque la provocazione: un’edizione “berlusconizzata”. Titolo di copertina dell’edizione domenicale del giornale: “Il ‘loro’ Secolo? Prove tecniche di trasmissione”.

All’interno una serie di articoli (non inventati, semplicemente presi a prestito da quanto già pubblicato dagli house organ) pro-Berlusconi, ad esempio: “Ruby era la nipote! Ecco come il Cavaliere ha cercato di salvarci”. Proprio in quest’ottica bisogna interpretare la doppia ospitata di due vignettisti storicamente distanti da Berlusconi chiamati a disegnare “pro” premier: una forzatura, un modo di costringere qualcuno (o qualcosa, come – appunto – Il Secolo) ad essere ciò che non è nella sua natura. “Non abbiamo aggiunto niente”, dice a ilfattoquotidiano.it Flavia Perina, direttore del Secolo: “Vogliamo dimostrare che questi articoli, realmente pubblicati, sono contrari alla tradizione storica di questo giornale”.

“Ecco qui, amici vicini e lontani, il Secolo d’Italia versione arcoriana”, attacca l’editoriale a pagina 2 del Secolo che spiega l’iniziativa. Una scelta “un po’ per divertirci, un po’ per far capire materialmente di cosa si parla quando si dice che il Secolo deve tornare fedele alla maggioranza che è rimasta con Berlusconi”. E il direttore Flavia Perina, raggiunta telefonicamente, aggiunge: “Basta pensare alle dichiarazioni di Berlusconi sulla scuola pubblica per capire che un Secolo ridotto ad house organ sarebbe qualcosa di lontanissimo dalla tradizione della destra italiana”.

L’edizione domenicale propone quindi articoli usciti sui giornali amici di Berlusconi, interviste e la relazione con la quale Maurizio Paniz ha proposto di respingere la richiesta di autorizzazione alla perquisizione domiciliare nei confronti del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, sottolineando la “convinzione, vera o sbagliata che fosse”, del premier, “che Karima El Mahroug fosse parente di un presidente di Stato”.

Il “gioco” è svelato nella titolazione, volutamente forzata, sullo stile, appunto, degli house organ di Berlusconi: le affermazioni di Anselma Dell’Olio sulla manifestazione delle donne di due domeniche fa sono titolate “Altro che indignazione, quelle donne in piazza fanno orrore e schifo”; l’intervista del capogruppo del Pdl Maurizio Gasparri contro le proteste studentesche viene titolato “Agli studenti dico: dovete finire in galera”. Stessa sorte per il ministro della Difesa Ignazio La Russa che parla in difesa di Berlusconi. C’è poi un articolo di Marcello Veneziani contro Gianfranco Fini ha per titolo “Le idee di Fini? Sono solo spazzatura”. Infine il Secolo ripubblica un editoriale del 17 gennaio scorso del direttore de Il Giornale Alessandro Sallusti. Tema: la misteriosa fidanzata di Berlusconi.

Reazioni? “Ai lettori è piaciuta l’idea – dice Flavia Perina – ho letto commenti divertiti su Facebook”. E i nuovi “padroni”, cioè i membri del Cda pro Pdl? “Loro il nostro giornale non lo leggono nemmeno, se ne accorgeranno domani, quando Libero o Il Giornale riprenderanno la nostra iniziativa. Succede sempre così: non si accorgono finché non leggono su altri quotidiani le riprese dei nostri articoli”.