Sabato di ribalta mediatica per Berlusconi. Che, in tre interventi a tutto campo, ribadisce la volontà di continuare a governare, attacca l’uso delle intercettazioni e la scuola pubblica. Pronuncia poi parole forti a favore della famiglia tradizionale e contro le unioni omosessuali.

”Finché governeremo noi non ci saranno mai equiparazioni tra le coppie gay e la famiglia tradizionale, così come non saranno mai possibili le adozioni di bambini per le coppie omosessuali e per i single”, ha detto il presidente del Consiglio al congresso del movimento dei Cristiano riformisti del deputato del Pdl Antonio Mazzocchi. Berlusconi è poi tornato ad attaccare l’uso delle intercettazioni da parte della magistratura: “una vergogna per un Paese civile”. Per questo “andremo avanti sulla riforma per le intercettazioni perché non c’è libertà in un Paese in cui appena si alza la cornetta del telefono altre persone ascoltano e dove le persone possono essere manipolate”. Il Cavaliere si è scagliato anche contro la scuola pubblica, rivendicando la libertà di iscrivere i figli in istituti privati, visto che in quelli dello Stato “gli insegnanti inculcano idee diverse da quelle che vengono trasmesse nelle famiglie”.

Nel discorso del premier non sono mancati valutazioni sulla situazione politica in Italia. “Oggi abbiamo una maggioranza meno importante – riconosce – rispetto a prima della diaspora di Fli. Diaspora che però ci ha fatto bene e ci farà bene perché prima Fini ci vietava le riforme”. E poi l’attacco alle opposizioni di sinistra: ”I comunisti di casa nostra erano e rimangono ancora oggi comunisti”, ha attaccato Berlusconi, che ha ricordato il motivo che lo spinse nel 1994 a scendere in campo, vale a dire “impedire che la più atroce ideologia della storia dell’umanità, e cioè il comunismo, prendesse il potere anche in Italia”. Berlusconi ha poi iniziato a leggere il suo discorso della discesa in campo di 17 anni fa.

Il presidente del Consiglio ha annunciato che la squadra di governo si ingrandirà, con l’arrivo di nuovi sottosegretari. Sul rischio che la legislatura finisca in anticipo, ha detto: “Abbiamo il dovere di governare perché andare ora alle elezioni sarebbe qualcosa di molto negativo per il paese”. Parole che riprendono quelle di poche ore prima pronunciate al congresso del Pri, dove il Cavaliere è stato accolto da applausi e fischi, visto che la platea era divisa tra coloro che appoggiano il segretario Francesco Nucara e coloro che invece sostengono Giorgio La Malfa, sospeso dal partito dopo aver votato contro la fiducia al Governo. ”L’Italia non ha bisogno di instabilità e tensioni ma di un processo riformatore fino alla fine della legislatura. Un processo che noi porteremo avanti in coerenza con il mandato elettorale, perché abbiamo una maggioranza forte nei numeri, che ha il diritto e il dovere di realizzare le riforme”, ha detto Berlusconi.

Analogo il messaggio inviato dal premier in occasione della “Prima giornata di riflessione politica per i giovani del Pdl”, che si svolgerà domani a Sorrento: “Il governo è saldo e continuerà a lavorare per tutta la legislatura, fino al 2013, per completare il programma di riforme che è stato premiato dagli italiani nelle elezione del 2008. La maggioranza – ha sottolineato il premier – si rafforza giorno dopo giorno mentre le forze di opposizione non hanno leader, programmi, idee. Lo diciamo chiaramente: noi andiamo avanti e vinceremo la sfida della modernizzazione del nostro Paese”.

Quasi subito sono arrivate diverse reazioni critiche alle parole del presidente del Consiglio. “Anche oggi siamo alle solite – ha commentato Anna Finocchiaro, presidente del Pd al Senato -. Il Presidente Berlusconi ha invaso le tv e le agenzie di stampa con le sue parole, i suoi annunci e la sua propaganda. In ben tre occasioni diverse, come un attore alla fine della sua carriera che propone sempre lo stesso stanco repertorio. Ormai siamo alla bulimia dell’oratoria berlusconiana”. Per il capogruppo dell’Idv alla Camera Massimo Donadi, “Berlusconi è ormai un disco inceppato. Da sedici anni ripete ininterrottamente le stesse cose che poi, puntualmente, non realizza”.

Quanto alle unioni gay, Ivan Scalfarotto, vice presidente del Pd, ha ribattuto: “Berlusconi non può dare lezioni. Io vivo in una famiglia monogama omossessuale e faccio molta fatica a prendere lezioni da uno che ha certi comportamenti privati”. Critico anche Franco Grillini, presidente onorario di Arcigay: ”Ed ecco che Berlusconi racconta una delle sue barzellette e fa la morale sui gay – ha commentato -. Ci sarebbe da morir dal ridere perché Berlusconi che fa il moralista è come se gli impiegati di una banca prendessero lezioni di sicurezza da un rapinatore”.