La procura di Bari ha chiesto l’arresto per il senatore del Pd Alberto Tedesco, ex assessore alla Sanità della Regione Puglia. Tedesco è indagato nell’ambito di una inchiesta sulla gestione della sanità in Puglia. In carcere su disposizione della magistratura barese è finito Mario Malcangi, collaboratore dello stesso Tedesco. E altre quattro persone sono finite agli arresti domiciliari nell’ambito della stessa inchiesta. Tra queste un membro della scorta del presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola.

Ex socialisti autonomi, poi Pd, Tedesco viene indagato nel 2009, quando è assessore regionale alla Sanità della Regione Puglia nella prima giunta Vendola. La sua nomina desta scalpore per un possibile conflitto di interessi. La famiglia, infatti, lavora nel campo delle forniture biomediche. Lui per liberarsi del conflitto di interessi fonda una nuova società, ma il fatturato cresce ugualmente, insieme alle polemiche.

Poi arriva l’indagine per un presunto sistema corruttivo legato alla fornitura di servizi e prodotti al quale avrebbero preso parte, tra gli altri, imprenditori ritenuti vicini a Tedesco e funzionari dell’assessorato regionale. A febbraio del 2009 Tedesco si dimette dall’incarico regionale. Vendola accetta le dimissioni e anzi, esprime “piena fiducia nell’operato della magistratura”. E col passare delle settimane si svelano i retroscena della vicenda. Tra i nomi che si incrociano c’è anche quello di Giampaolo Tarantini, finito sotto la lente della magistratura per il giro di escort che frequenta Palazzo Grazioli tra il 2008 e il 2009. Tarantini e il figlio di Tedesco, Giuseppe, operano entrambi nel settore delle protesi mediche e sembrano essere amici. I due si sentono al telefono e parlano, come riportano le intercettazioni del tempo, dei rispettivi affari. Poi però il sodalizio si rompe. Tedesco padre, ascoltato dalle cimici non è tenero e li definisce “banditi nati che dovrebbero stare in galera e invece stanno ancora a piede libero”.

In ogni caso Tedesco cade in piedi: primo dei non eletti al Senato eredita il posto dell’ex ministro De Castro, che abbandona Palazzo Madama nel 2009 per andare a Strasburgo. E così ora la richiesta d’arresto dovrà essere ora valutata dalla Giunta per le autorizzazioni a procedere del Senato.