Un momento della visita papale a Londra

La visita di Benedetto XVI in Gran Bretagna, lo scorso settembre, costò ai sudditi di Elisabetta oltre 10 milioni di sterline. Adesso, a distanza di pochi mesi, si scopre che i fondi con i quali fu finanziata la visita del pontefice furono sottratti ad altre spese, e infuria una nuova polemica.

Vediamo da dove sono stati presi i soldi. Il dipartimento degli Esteri e del Commonwealth è quello che ha investito meno, soltanto 750mila sterline. Il resto della somma, oltre nove milioni di sterline, è stato equamente diviso tra cinque dipartimenti che, secondo il Tesoro, avrebbero “obiettivi allineati con i fini governativi per la visita papale”: ambiente, agricoltura ed affari rurali, decentramento e governo locale, educazione, sviluppo internazionale. A ciascun dipartimento la visita del Papa è costata 1.850.000 sterline, circa due milioni e duecentomila euro. Per cercare di rientrare delle spese, si è pensato a far pagare i biglietti: 10 sterline per la veglia di preghiera ad Hyde Park del 18 settembre e 25 per la cerimonia di beatificazione del cardinale John Henry Newman, a Birmingham il giorno 19.

Il Guardian aveva già anticipato che il Tesoro britannico aveva giustificato la spesa a carico del Dipartimento per l’Ambiente sostenendo che la visita del papa avrebbe “proposto la questione dei cambiamenti climatici non solo come questione di economia e sicurezza energetica, ma anche di giustizia sociale”.

Nel frattempo un’indagine parlamentare ha svelato come i fondi stornati al Dipartimento dello Sviluppo Internazionale fossero invece destinati agli aiuti umanitari ai paesi in via di sviluppo. Oltre due milioni di euro sottratti ai paesi del cosiddetto Terzo mondo e usati per pagare le spese della trasferta di Benedetto XVI oltremanica.

“Molta gente rimarrà sorpresa nello scoprire che il denaro britannico destinato agli aiuti è stato utilizzato per finanziare la visita del Papa l’anno scorso”, ha affermato Malcolm Bruce, presidente della commissione sullo sviluppo internazionale. “Il governo deve spiegare precisamente a che cosa è servito questo denaro e come questo rientra nelle attribuzioni dell’aiuto all’estero”.

Un portavoce del Dipartimento dello Sviluppo Internazionale ha però spiegato che l’attribuzione dei fondi alla visita papale era “un riconoscimento del ruolo della chiesa cattolica per l’importanza del suo contributo di servizi sanitari e di istruzione nei Paesi in via di sviluppo”. Ma non è sufficiente a placare gli animi.

“Il governo non avrebbe dovuto appropriarsi dei fondi per sovvenzionare le visite di Stato”, ha dichiarato Harriet Harman, leader ad interim dei Laburisti, i quali chiedono il reintegro dei fondi sottratti. “Il denaro del dipartimento deve essere usato per combattere la povertà e la disuguaglianza globale, non per sostenere la diplomazia”.